Southlands | The Morning Sky | RockLine.it
Voto: 
7.4 / 10
Autore: 
Edoardo Baldini
Genere: 
Etichetta: 
Studiottanta Fortuna Records
Anno: 
2009
Line-Up: 

- Dario Savini - voce
- Marco Rovino - chitarra acustica, elettrica, mandolino, percussioni, cori
- Roberto Semini - chitarra acustica, elettrica
- Ricky Caldin - basso
- Michele Romani - batteria, percussioni, cori


Tracklist: 


1. South Burning (03:52)
2. Mr. Killerman (03:29)
3. The Piece We Move (03:48)
4. Company Week-End (02:55)
5. (Clouds) The Morning Sky (04:26)
6. In The Middle Of Me (03:09)
7. Dust In The Dark (04:11)
8. Drive (03:59)
9. The Devil Girl (05:05)
10. Three Drops Of Rain (05:20)
11. Revolver Rock (03:09)
12. Free Gasoline (04:09)

Southlands

The Morning Sky

Un viaggio on the road attraverso le sconfinate distese americane. Questa è la sensazione che si prova appena ci si immerge nella musica dei Southlands, quintetto originario di Voghera (PV), che scava nella tradizione Blues, Roots e Country/Folk per estrarne gli elementi più spensierati e delicati. Giunti dopo nove anni di attività alla pubblicazione di The Morning Sky, i Southlands tessono dodici brani che potranno appassionare chi già in passato si è lasciato stregare dal sound di Springsteen e degli altri storici cantautori d’oltreoceano: nelle loro tracce di media durata e all’insegna del ritmo, i cinque musicisti danno prova di grande freschezza e sensibilità musicale, soprattutto nell’approccio variegato e posato delle chitarre.

L’opener South Burning è tutta incentrata su un mid-tempo elegante e carico di influenze da parte del Boss Springsteen, che non rendono di certo originale la proposta dei Southlands, ma che sanno cullare l’ascoltatore trascinandolo nei meandri del profondo sud americano.
Più si procede all’interno di The Morning Sky, più si comprende che non manca neppure una certa inflessione tipica dell’altrettanto celebre Steve Ray Vaughan nei tratti più debitori di una certa scuola Blues statunitense.
The Piece We Move si colloca come un altro valido capitolo in cui le cadenze della chitarra acustica e gli assoli dell’elettrica si rendono struttura portante e punto di forza dei Southlands: altrettanto convincente è la voce che guida la band attraverso i dodici episodi di questo itinerario nelle incolte pianure americane, perché capace di adattarsi al sound del Roots/Folk con ottima versatilità.
Sono le tracce lente quelle che conservano l’atmosfera più magica, trattenendo comunque un ritmo proprio di notevole rilievo; la sezione ritmica, costituita da raffinati patterns di batteria e dall’architettura del basso sa farsi spazio, colorando con la sua corposità le sezioni di canzoni come la title-track (Clouds) The Morning Sky.
Più meditativa e malinconica, Dust In The Dark appare invece come una cavalcata notturna che non perde lo spirito caratteristico dei Southlands, distinguendosi sempre per il suo sound lontano e caldo.

In definitiva The Morning Sky rappresenta un’ottima prova per una band esperta che ha saputo maturare un Rock canonico ma ben interpretato ed eseguito; il passo successivo per i Southlands dovrà consistere nel trovare soluzioni più personali, che si discostino maggiormente dai timbri del passato, proiettandosi in una dimensione ancora più coinvolgente e ricercata, sulla scia del brano migliore del disco, Three Drops Of Rain.

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