Solar Fake | Broken Grid | RockLine.it
Voto: 
5.0 / 10
Autore: 
Edoardo Baldini
Genere: 
Etichetta: 
Synthetic Symphony/Audioglobe
Anno: 
2008
Line-Up: 

- Sven Friedrich - tutti gli strumenti, voce


Tracklist: 

1. Hiding Memories From The Sun
2. Stigmata Rain
3. (You Think You're) Radical
4. The Shield
5. Creep
6. Here I Stand
7. I Keep My Eyes Shut
8. Hero & Conqueror
9. Lies
10. Sometimes
11. Your Hell Is Here
12. I Can't Remember

Solar Fake

Broken Grid

Solar Fake è il nuovo progetto di Sven Friedrich, personalità di spicco del panorama Dark tedesco, grazie al suo contributo nei famosi Dreadful Shadows, che cercarono di costituire un ponte tra le sonorità della Wave ottantiana e le contemporanee sperimentazioni elettroniche dello scenario gotico. Solo sette anni dopo la fine del capitolo con i Dreadful Shadows, Friedrich decide di concretizzare le sue idee musicali personali, giungendo quindi nel febbraio 2008 alla pubblicazione dell’esordio Broken Grid, album che riassume la tradizione Electro ed EBM degli anni Novanta in dodici hit maestose e cariche di ritmo.
Non mancano comunque riferimenti agli albori della nuova era elettronica, come la sensibilità tipica del Synth Pop e le follie soffocanti di un certo Industrial d’epoca.

Hiding Memories From The Sun è l’opener con cui Sven Friedrich stabilisce un legame con il sound atmosferico dei Depeche Mode più accessibili: le tastiere dominanti sono supportate da una programmazione ritmica non di certo originale, ma decisamente trascinante nel suo feeling mesto. La voce di Sven è poi un veicolo di gelide emozioni, che circondano la traccia nel suo lento incedere e che garantiscono una direzione ben diversa da quel che sarà il corso dell’album. La seconda Stigmata Rain è infatti più intrisa dei fraseggi tipici dell’EBM, ma riesce ancora a mantenere un contatto con timbri più distesi e spettrali.
Il grande calo di Broken Grid si avverte in tracce come The Shield o Here I Stand, in cui si cela un mood meno malinconico e più votato a riscoprire meandri ballabili, alquanto banali nell’approccio. Le canzoni cominciano a diventare simili una rispetto alle altre, perché le soluzioni ritmiche sono ripercorse costantemente, senza aggiungere variazioni nei patterns impostati elettronicamente da Friedrich.
Hero & Conqueror cerca di risollevare le sorti di un full-lenght in caduta ma si traduce in un episodio ordinario per il circuito Electro-Goth: addirittura Sven Friedrich conforma il proprio tono vocale a quello melodico e apparentemente elegante impiegato da numerose altre realtà del genere (con conseguenze però prevedibili e scontate).

Se si vuole stabilire un confronto con l’operato precedente del musicista tedesco, si noterà come Broken Grid, più si sviluppa verso la sua conclusione, sia abbastanza povero di idee e come Friedrich non sia riuscito a mantenere intatto lo smalto dei buoni prodotti dei Dreadful Shadows.
L’ambito musicale è certamente diverso, perché più orientato verso il filone Electro rispetto a quello Gothic Metal del progetto originario, ma Solar Fake appare come una realtà dozzinale, che può essere considerata addirittura ininfluente anche all’interno della stessa Synthetic Symphony, la divisione della SPV Records che ha creduto nelle potenzialità di Sven. Non rimane quindi che sperare in un successore più vario ed elaborato, che possa dare nuova linfa all’Electro Goth proposto da questo comunque valido esponente della scena dark tedesca.

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