Skruigners | Niente Dietro Niente Davanti | RockLine.it
Voto: 
8.0 / 10
Autore: 
Lorenzo Iotti
Genere: 
Etichetta: 
Tube Records
Anno: 
2008
Line-Up: 

- Carlame - batteria
- Ivan - voce
- Tadzio - chitarra
- Mattia - basso

Tracklist: 


1. Non Mi Volto Mai
2. Io Ci Odio
3. Tra Le Fiamme
4. Chi Sei Stata
5. Alba
6. Generazione Senza
7. Soltanto Tombe
8. In Bilico
9. Triste Vederti Felice
10. Come Foglie
11. Quanti Segreti
12. Abbastanza
13. Siete La Mia Gabbia
14. L'ultimo Sorriso
15. Ltsvf
16. Cane
17. Oggi La Rivolta Indossa Una Divisa
18. Il Peso Del Cielo
19. Suono Per I Soldi

Skruigners

Niente Dietro Niente Davanti

Sono tornati, finalmente. Cinque anni di silenzio discografico per quella che è una delle migliori formazioni hardcore del nostro paese, cinque anni nel corso dei quali gli Skruigners hanno girato sui palchi di tutta Italia isole comprese.
Ora, con una formazione ulteriormente rimaneggiata rispetto al disco precedente con l’ingresso in line-up del chitarrista Tadzio e del bassista Mattia, che hanno contribuito ad innalzare parecchio il livello tecnico, la band torna sulla scena con Niente Dietro Niente Davanti, album il cui titolo è già un programma: sempre contro tutti, sempre senza speranze, “a cento all’ora verso il nulla”, come dichiara Carlame, batterista e mente del gruppo, nell’intervista rilasciata a Rockline.
Innanzitutto, il disco si presenta con un artwork molto riuscito, ben studiato e ben realizzato, che con le sue foto di quello che sembra essere un manicomio abbandonato rende perfettamente l’atmosfera malata dell’album; in pratica, ciò che nell’era degli mp3 ti fa provare il piacere di possedere la copia originale. Ma passiamo subito ad analizzare la musica: a sorpresa, Niente Dietro Niente Davanti è un disco per niente immediato, che ad un primo ascolto può sembrare una copia non troppo riuscita dei lavori precedenti, ma con il tempo e gli ascolti si rivela essere un album davero ottimo, caratterizzato da una sottile e molto riuscita evoluzione della band: sia chiaro, niente di rivoluzionario, solo un approccio meno grezzo e più curato e complesso che, una volta acquisito bene, fa sembrare i dischi precedenti molto meno incisivi. Provare per credere.

Dunque, abbiamo di fronte un disco che, pur dando più spazio alla melodia, si configura come meno diretto e catchy di ciò a cui gli Skruigners ci avevano abituato: la band abbandona completamente la struttura della forma-canzone, proponendo brani dalla struttura insolita e contorta, che investono l’orecchio in modo quasi fastidioso per concludersi in modo imprevedibile, come sempre dopo poco più di un minuto. Inoltre, all’omogeneità sonora di Duemilatre il nuovo album contrappone un’uso molto più vario di registri musicali e vocali: più melodia, più cori in stile street-punk, ma anche più velocità, più complessità nel drumming e nei riff e più influenze metal e grindcore. Se questi accostamenti forti possono dapprima spiazzare, una volta interiorizzati aprono dunque la comprensione di un grande lavoro svolto dalla band, che appare decisamente più matura a livello compositivo; anche i testi, da sempre elemento portante della musica degli Skruigners, pur mantenendo gli stessi temi, cambiano nel modo di accostarsi a questi, e abbandonano il carattere diretto, immediato e tipicamente punk dei dischi precedenti per acquisire un carattere più intimo e contorto, dove l’odio è sostituito da un nichilismo autodistruttivo devastante e ancora più pessimista. Un ultimo cenno alla produzione molto curata, che anch’essa stabilisce un taglio con il passato abbassando in parte il suono delle chitarre per conferire più importanza alla voce di Ivan, ottima e nella parte come sempre, e soprattutto al trascinante drumming di Carlame, che assume un’impostazione molto più grindcore.

Il disco si apre con una serie di brani al fulmicotone, veloci, cattivi e pesanti: Non Mi Volto Mai, Io Ci Odio, Tra Le Fiamme, che ancora una volta esprime il disprezzo nei confronti dell’ipocrisia della religione, e Chi Sei Stata, che insieme alla devastante L’Ultimo Sorriso si rifà nel testo a un’esperienza di tipo personale piuttosto che ad una visione della società. Tutti ottimi brani, trascinati dalla voce in primo piano e dal drumming complesso e martellante, che pur essendo veloci e graffianti aprono spazio alla melodia secondo la struttura sopra descritta.
Questo connubio tra melodia e ritmi serrati si realizza pienamente in brani come Alba e Come Foglie, senza dubbi tra i migliori del disco: il primo, pur richiamando nel refrain una eccessiva somiglianza con la vecchia Pezzi Bui, schiaccia l’ascoltatore con l’unione perfetta tra drumming veloce, riff potenti e voce rabbiosa, esprimendo pienamente il disagio presente nel testo, mentre il secondo punta su un uso molto riuscito e coinvolgente dei cori.
Buoni soprattutto dal punto di vista del testo brani come Generazione Senza, Triste Vederti Felice e Siete La Mia Gabbia, che esprimono come sempre immagini crude e disilluse della società dei “figli del telecomando”, così come Abbastanza, forse il pezzo più legato al vecchio corso degli Skruigners in quanto diretto e di grande impatto, e che esprime pienamente la filosofia di vita della band; in Soltanto Tombe si passa invece ancora una volta ad analizzare il tema della guerra “per difendere la pace”, sebbene essa si collochi un gradino sotto, sia come testo che come musica, alla grande Piombo E Neve.
Ltsvf è poi la vera chicca dell’album: rifacimento in chiave seria di La Tua Stupida E Vomitevole Fine dei Bestiamadonna, progetto personale grindcore di Carlame che troviamo in questo caso dietro al microfono, il brano acquisisce in questa sede una potenza devastante che non potrà non appagare chi apprezza il lato più pesante dell’hardcore. Al contrario, la melodia domina in pezzi come In Bilico, che sembra risentire dell’influenza delle Pornoriviste, e la non troppo riuscita Quanti Segreti.
Ma non è finita: dopo l’intermezzo Cane (sbaglio o ci ricorda Dio di Duemilatre?), i brani in chiusura sono infatti i migliori del disco e tra i migliori in assoluto mai scritti dagli Skruigners, dalla rabbia violenta nei confronti della scena musicale alternativa di Oggi La Rivolta Indossa Una Divisa al disagio intimo e travolgente di Tutto Il Peso Del Cielo, per arrivare al pezzo più lungo e contorto mai scritto dalla band: Suono Per I Soldi, pezzo quasi thrash metal nella sua pesantezza, che riesce a coniugare sia a livello di testi che a livello musicale tutta la rabbia dell’album.

Dunque, ancora una volta gli Skruigners mettono a segno un grande album, restando ciò che sono e che sono stati pur con un parziale rinnovamento della forma che, se da un lato accantona la grande immediatezza che era stata il punto di forza dei dischi precedenti, sembra esprimere un approccio ancora più completo che non può che giovare alla loro musica. Insomma, Skruigners grandi come sempre, e album consigliato a tutti, che li conosciate o meno.

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