Throbbing Gristle | The Second Annual Report | RockLine.it
Voto: 
9.0 / 10
Autore: 
Matthias Stepancich
Etichetta: 
Industrial Records
Anno: 
1977
Line-Up: 

- Genesis P-Orridge - bass, vocals, violins

- Chris Carter - synthesizers, electronic rhythms, tapes

- Peter Christopherson - tapes, machines

- Cosey Fanni Tutti - lead guitar, effects, tapes

Tracklist: 

1. Industrial Introduction (1:04)

2. Slug Bait - ICA (4:20)

3. Slug Bait - Live at Southampton (2:45)

4. Slug Bait - Live at Brighton (1:10)

5. Maggot Death - Live at Rat Club (2:59)

6. Maggot Death - Studio (4:34)

7. Maggot Death - Southampton (1:37)

8. Maggot Death - Brighton (0:57)

9. "After Cease to Exist" - The Original Soundtrack of the COUM Transmissions Film (20:19)

Throbbing Gristle

The Second Annual Report

Quando il punk-rock, nello UK, ancora non si sapeva cosa fosse, esisteva già una formazione che terrorizzava il pubblico inglese. Dal 1969 il collettivo COUM Transmissions di Genesis P-Orridge (vero nome Neil Andrew Megson) si esibiva difatti come teatro d'avanguardia in performance che sfidavano ogni buon senso: rumore, violenza, provocazioni sessuali. Improntato inizialmente all'esibizione musicale, con l'ingresso di Cosey Fanni Tutti (nome d'arte di Christine Newby) nel 1970, il gruppo diventa un figlio perverso dell'arte avanguardista dei 1960s e di Fluxus, modellando un prototipo di ciò che a breve sarà la new wave/no wave sperimentale negli USA. Le performance musical-teatrali di COUM (che tra le altre cose aprirà anche per gli Hawkwind) diventano così happenings, e inglobano improvvisazione scenica, danza, street theatre, installazioni visive e body art aperta anche alla pornografia.
Con una line-up stabile (Orridge, Cosey, e i non-musicisti Peter "Sleazy" Christopherson e Chris Carter), Orridge fa nascere poi i Throbbing Gristle come costola/prosecuzione di COUM, decidendo di dedicare tale progetto esclusivamente all'esplorazione della dimensione musicale come inizialmente pensato, cercando però di spingere all'estremo ogni sua intuizione: il quartetto fonda una propria etichetta musicale chiamandola "Industrial Records" (con il sottotitolo "Industrial Music for Industrial People" e un lager nazista come logo), e dopo qualche nastro preparativo testimonianza delle prime esibizioni live del 1976 e del 1977, se ne esce con il primo album ufficiale.

The Second Annual Report segna il punto zero della musica industriale. Il disco codifica concettualmente tutto il movimento definibile come l'ala "industriale" della new wave, che diverrà in breve un filone grazie ai contributi di artisti come Einstürzende Neubauten, Cabaret Voltaire, NON e SPK, che verrà mescolato poi da diverse band al punk rock (creando di fatto l'industrial rock, con pionieri artisti come Chrome e Killing Joke), e che verrà infine portato all'estremo martellamento con l'industrial metal (Swans, Ministry). A livello di costruzione atmosferica, inoltre, tale debut dei Throbbing Gristle crea de facto anche tutte le premesse sonore che il genere "dark ambient" svolgerà poi nei decenni successivi.
Da Fluxus e dall'esperienza di COUM, la band eredita la spinta artistica della confluenza tra la linea di performance teatrale acquisita dagli artisti visuali (che si esprimerà in performance dal vivo particolarmente estreme come immaginario) e la linea di composizione musicale come evasione dalla sintassi formale degli strumenti.
I Throbbing Gristle propongono la sinfonia del loro presente. La loro ispirazione principale sono le band che hanno creato e definito l'espressione musicale dell'alienazione urbana (ovvero The Velvet Underground in primis) e quelle dell'avanguardia futurista tedesca (particolarmente i Faust, e la loro ridefinizione del metodo del collage sonoro derivato dalla musique concrète ed elettronica di Henry e Stockhausen), ma alcuni tratti stilistici tradiscono influenze dalle band proto-punk (la violenza abrasiva, caotica, nichilista e decadente dei The Stooges) e dalle band pop/rock psichedeliche più avanguardiste (Fifty Foot Hose, United States of America), il tutto sposato all'estetica atonale.
Il passo più importante, però, è la concettualizzazione dell'atto atonale e rumoristico. Se i The Velvet Underground esprimevano il disagio esistenziale metropolitano aiutandosi con il rumore e le influenze decadenti, e le band contemporanee più accostabili almeno come spinta concettuale ai Throbbing Gristle (Pere Ubu e soprattutto Suicide, le altre due formazioni accreditabili come creatrici dell'ala "industriale" della new wave) si affidavano comunque per la maggiore alla struttura-canzone e al cantato, Genesis P-Orridge e soci compiono l'ulteriore passo: cancellano l'uomo. The Second Annual Report non vuole infatti presentarsi come un'opera musicale. Nell'album non c'è più musica come nel mondo non c'è più umanità. Nel disco suonano e cantano le macchine. I rumori più agghiaccianti e terribilmente reali (registrati in mezzo al traffico, nelle fabbriche, percuotendo selvaggiamente oggetti metallici, etc.) vengono campionati e inseriti a collage nel processo produttivo, tramite una personale visione del "cut-up" di Brion Gysin e William S. Borroughs, che tuttavia suona non come un collage, ma assolutamente fluido, tramite una maggior consapevolezza d'utilizzo del tape-sampling rispetto ai precedenti pionieri di tale tecnica. La sinfonia è, come dice il sottotitolo del disco, quella della "fabbrica della morte", ovvero la metropoli, e le rare voci presenti sembrano tutto fuorché umane.
Il concetto alla base è semplice: l'uomo sta cancellando la propria umanità ingabbiandosi in un mondo governato dalle macchine, e i Throbbing Gristle mettono su nastro quello che sta accadendo, portando all'orecchio (in una decontestualizzazione prima e ricontestualizzazione musicale poi) ciò di cui, per abitudine quotidiana o per istinto di sopravvivenza, non vogliamo accorgerci. Una dose di ironia nera tinge il tutto, a partire dal titolo del disco: "secondo report annuale", ovvero un semplice report di ciò che sta accadendo, del modo in cui l'uomo si sta uccidendo.
I contenuti dell'album consistono in due dei cavalli di battaglia della formazione (Slug Bait e Maggot Death), combinati con registrazioni in studio e registrazioni su nastro delle diverse performance live dell'anno e mezzo precedente, più la lunga (20 ipnotizzanti minuti ispirati alle vicende del killer Charles Manson) After Cease to Exist, concepita come soundtrack per un omonimo film sperimentale realizzato da Throbbing Gristle e COUM.
Questi paesaggi neri e apocalittici, che danno la stessa sensazione dell'essere investiti da una densa e letale coltre di smog, utilizzano dunque tecniche e linguaggi già propri delle avanguardie (la musique concrète di Henry, l'elettronica di Stockhausen, i lavori su nastro di Xenakis, la drone music di La Monte Young, le performance ai synth di Z'EV) e del krautrock (il collage sonoro dei Faust), ma esprimono sensazioni più cupe, oscure, disgustate e metropolitane rispetto a tutto ciò che quegli artisti avevano concepito, e lo riescono a fare perché innestano tali ricerche musicali su quella sensibilità nata con i The Velvet Underground, quella stessa sensibilità che, ormai sempre più diffusamente, stava venendo definita new wave. The Second Annual Report acquisisce così una sua precisa e inedita identità, e va annoverato tra le essenziali opere-manifesto della sua epoca.

La stampa in vinile originale, per la Industrial Records, esce in 785 copie nel 1977, con allegato al disco un questionario in cui vengono chieste all'ascoltatore le proprie opinioni in ambito politico, sportivo e sessuale, forse per voler far emergere il lato umano del fruitore, creando di fatto un manifesto meta-musicale.
La Fetish Records ne stampa l'anno successivo altre 2.000, e farà uscire altre due emissioni dopo che i master originali della Industrial verranno distrutti (la prima di 2.000 copie con però la musica ri-editata al contrario e l'accompagnamento di un'orchestra da camera su After Cease to Exist, e la seconda di 5.000 copie per il box set Five Albums); i master della Fetish verranno riutilizzati dalla Mute Records e dalla Celluloid Records per ristampe pubblicate senza l'autorizzazione della band. Nelle riedizioni in CD saranno presenti anche le tracce United e Zyklon B Zombie, uscite originariamente nel 1978 come singolo.
 

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