Voto: 
8.3 / 10
Autore: 
Vincenzo Ticli
Etichetta: 
EMI
Anno: 
1985
Line-Up: 

Kate Bush - Vocals, Piano, Fairlight CMI
Stuart Elliott, Charlie Morgan - drums
Del Palmer - Bass, Backing vocals
Alan Murphy - Guitar
Paddy Bush - Violin, Balalaika, Didgeridoo, Fujara, Backing vocals
 

Tracklist: 

1. Running Up That Hill
2. Hounds of Love
3. The Big Sky
4. Mother Stands for Comfort
5. Cloudbusting
The Ninth Wave
6. And Dream of Sheep
7. Under Ice
8. Waking the Witch
9. Watching You Without Me
10. Jig of Life
11. Hello Earth
12. The Morning Fog

Kate Bush

Hounds of Love

Hounds of Love è il lavoro maturo di Kate Bush, realizzato dopo una già lunga esperienza concretizzatasi dopo ben quattro album e soprattutto dopo The Dreaming, che ha senz'altro significato una maggiore presa di coscienza delle sue capacità di compositrice e cantautrice.

Il pezzo inaugurale dell'album è Running Up That Hill, uno dei pezzi più famosi della cantante inglese nonchè uno dei più intensi, nonostante la sua disarmante semplicità: si incentra infatti su un sintetizzatore ventoso puntellato da ritmi sintetici e ossessivi, tutti protesi a sostenere il pathos che la voce comunica quasi ad ondate. Cloudbusting affida ad una squillante suite di archi e a ritmi rullanti il consueto interesse della Bush per l'occulto, in questo caso la pseudoscienza dello psicanalista Wilhelm Reich che riteneva di poter controllare il tempo atmosferico tramite arcani strumenti da lui inventati, esprimendo il punto di vista del figlio, sconvolto per l'arresto del padre. È impossibile poter comprendere l'arte di Kate Bush senza parlare dell'argomento delle sue canzoni, dal momento che essa si incentra per buona parte proprio sulla sua multiforme capacità di interpretare vividamente ciò che al momento vuole esprimere. Così accade anche in Under Ice, se non il pezzo più bello quantomeno uno dei più significativi dell'intera opera, in cui una voce profonda e angosciata, quasi schiacciata sotto il peso del violoncello che dardeggia concitato, canta di fantasmagoriche figure che scivolano sotto il ghiaccio, cercando di uscire e di liberarsi da una claustrofobia opprimente. Waking the Witch è quasi raccapricciante nelle sue voci demoniache e stregonesche, più che una canzone sembra una piece teatrale in cui una terrorizzata attrice interpreta il delirio di una donna messa al rogo come strega, che di fatto è il delirio della protagonista di questa seconda parte dell'album, un concept intitolato The Ninth Wave che parla, probabilmente, di una donna in balia delle acque, che perde lentamente i sensi. A fare da sottofondo a questa rappresentazione c'è uno stupefacente pezzo rock, che richiama molto da vicino la musica dei Pink Floyd valorizzata però da vocalizzi selvaggi, che la rendono più organica, più evocativa.
In definitiva, molto varia è la natura delle canzoni che compongono questo mosaico: si va da ballate energiche e ottimistiche come Hounds of Love, la delicata The Morning Fog e The Big Sky che, tuttavia, risulta alle lunghe forse un po' troppo confusionaria e approssimativa, per giungere ad antitetici brani intimistici come Hello Earth, impreziosita di cori gregoriani. Il basso si umanizza quasi in brani enigmatici come Mother Stands for Comfort, mentre Jig of Life è un'indiavolata ballata celtica scandita da violini isterici e tamburi vigorosi.

Universalmente, Hounds of Love è riconosciuto, a ragione o a torto, come il capolavoro indiscusso di Kate Bush, che dalla spaurita ragazzina del debutto di The Kick Inside si è adesso trasformata nell'adulta donna pienamente consapevole di ciò che la sua musica è in grado di dire, e fermamente decisa a sfruttare le sue capacità non tanto per inventare un nuovo genere, quanto piuttosto per arricchire il rock di sfumature e significati originali e sorprendenti, e quantomai destinati a farsi ricordare.

NUOVE USCITE
Filastine & Nova
Post World Industries
Montauk
Labellascheggia
Paolo Spaccamonti & Ramon Moro
Dunque - Superbudda
Brucianuvole
Autoprod.
Crampo Eighteen
Autoprod..
BeWider
Autoprod..
Disemballerina
Minotauro
Accesso utente