Forgotten Tomb | ...and Don't Deliver Us from Evil | RockLine.it
Voto: 
7.3 / 10
Autore: 
Corrado Penasso
Etichetta: 
Agonia Records
Anno: 
2012
Line-Up: 

Kyoo Nam Rossi - Drums

Ferdinando Marchisio - Vocals, Guitars

Alessandro Comerio - Bass

Andrea Ponzoni - Guitars

Tracklist: 

1. Deprived 06:13

2. ...and Don't Deliver Us from Evil 07:44

3. Cold Summer 08:33

4. Let's Torture Each Other 06:00

5. Love Me Like You'd Love the Death 08:43

6. Adrift 07:46

7. Nullifying Tomorrow 07:32

Forgotten Tomb

...and Don't Deliver Us from Evil

Giunti al sesto tassello di malessere interiore dal 1999, i Forgotten Tomb non perdono lo smalto e la creatività che da sempre hanno contraddistinto la loro proposta musicale. Doom, dark e black metal sono elementi di una combinazione che ha avuto tanti proseliti in Europa in questi anni ma pochi di questi si possono fregiare di una carriera su alti livelli. Forse neanche i blasonati "maestri" scandinavi riuscirono ad arrivare a sfiorare le vette compositive di Herr Morbid e soci. Disheartenment, Alone, Subway Apathy, Reject Existence sono solo una manciata di chicche di un’inarrivabile genialità compositiva, pregna di malessere e odio per l’umanità in generale.

Ora, arrivati nel 2012 ed a distanza di un anno da Under Saturn Retrograde, il combo piacentino da’ alle stampe questo ...and Don't Deliver Us from Evil. Le influenze groove, che da qualche anno ormai contraddistinguono lo stile del gruppo, si fanno pesanti ma non per questo la negatività tipica del genere ne risente. Anzi, ormai siamo abituati alle sorprese operate da Herr Morbid e, grazie al suo buongusto, esse si amalgamano sempre alla perfezione in uno stile in costante evoluzione. Se Deprived ad un primo approccio può sembrare una sorta di black ‘n’ roll, entrando in profondità possiamo notare una grande dose di oscurità ed atmosfera, specialmente in occasione del ritornello doom. La voce di Herr Morbid è acida, disperata e feroce mentre il groove delle chitarre risente molto dello stile stoner anni 70. In occasione del fantastico intermezzo arpeggiato forse si può riscontrare una maggior dose di melodia anche se il tutto rimane incredibilmente melanconico e desolato.

I quasi otto minuti di title-track esplodono in un riffing abbastanza serrato, prevalentemente in tremolo che viene supportato da un quasi continuo tappeto di doppia cassa. Qui c’è poco spazio per le melodie anche se personalmente preferisco i momenti in cui la band rallenta e lascia che le influenze doom pervadano i loro strumenti. I quasi nove minuti di Cold Summer debordano di malinconia ed oscurità in una marcia funerea senza luci. Arpeggi distorti, riffs profondi e grugniti dall'oltretomba sono caratteristiche di una traccia certamente oscura ma senza spunti originali; cosa già notata con la title-track. Si migliora decisamente in occasione di una groove Let's Torture Each Other, la quale spesso si avvale di oscure linee soliste per arricchire le sue trame. L'evoluzione é palese e la virata verso una forma di stoner tendente al black 'n' roll può spiazzare ma sicuramente a lungo andare riuscirà ad essere apprezzata.

Si ritorna allo stile dei primi tre lavori del gruppo grazie ad una Love Me Like You'd Love the Death veramente riuscita. Gli arpeggi alternati al puro doom che ammanta le chitarre sono un evidente richiamo al passato per forse la miglior traccia del lavoro insieme alla succesiva Adrift. La solita ed ottima melodia crepuscolare ammanta una composizione che si arricchisce di voci pulite al fine di arrivare dritta al cuore dell'ascoltatore e dilaniarlo. Insomma, un'accoppiata micidiale che riscatta appieno la parte centrale del disco, a mio parere meno ispirata. A chiudere l'ennesimo album azzeccato da parte dei Forgotten Tomb, abbiamo i quasi otto minuti di una canonica ma apprezzabile Nullifying Tomorrow. Tra cadute acustiche e momenti in puro doom Katatonia-style, il gruppo , ancora una volta, si appoggia la passato per un finale decisamente vintage ed in qualche modo meno legato alle nuove sperimentazioni.

Tirando le somme dell'ascolto, ...and Don't Deliver Us from Evil non delude affatto le aspettative e ci delizia con tre/quattro tracce veramente eccelse. Peccato per qualche caduta di tono nella parte centrale (io adoro quando il gruppo si getta a capofitto nelle melodie delle chitarre soliste invece che dilettarsi con il più oscuro doom/black). Nulla di grave, sopratutto se confrontato con la bontà delle altre tracce. I Forgotten Tomb si possono ancora fregiare del tittolo di miglior band depressive in circolazione per i miei gusti.

 

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