Voto: 
7.7 / 10
Autore: 
Luca Pasi
Genere: 
Etichetta: 
Matinèe Records
Anno: 
2010
Line-Up: 

Erik Aamot (vocals and guitar)
Martin Aamot (guitar, bass, keyboards, tambourine, drum programming and vocals)

In sede live:
Jimmi Thunholm (bass)
Gustaf Murman (guitar)

Tracklist: 

1. Not by Another
2. Out of Sight
3. I Know I Will
4. Drawing Lines
5. My Only Inspiration
6. In The Back of My Mind
7. The Way It Used to Do
8. Into Thin Air
9 We Never made Up Our Minds
10. The Best of Times

Electric Pop Group, The

Seconds

Dopo aver ascoltato il primo album, autoprodotto, degli Electric Pop Group uscito nel 2006, e dopo esserne rimasta affascinata, la Matinèe Records non perde tempo ad offrire un contratto alla band svedese che nel 2008 rilascia quindi il suo primo Ep sotto la casa californiana.
Sono passati due anni da quello splendido capolavoro e i fratelli Erik e Martin Aamot ci riprovano con un LP dal nome Seconds (la cover raffigurante un orologio si adatta perfettamente al titolo).
I riferimenti e le influenze che citano loro stessi sul loro myspaces sono chiari: Brighter, Harper Lee, The Smiths, The Stone Roses, The Field Mice, Another Sunny Day; il loro è infatti un twee-pop d'altri tempi con chiarissimi richiami alla famosa etichetta fondata nell'ormai lontano '87 da Clare Wadd e Matt Haynes a Bristol: la Sarah Records. Se siete quindi amanti del pop malinconico, delle schitarrate alla Marr e del romanticismo sdolcinato, bhè non ci vorrà molto per innamorarvi di questo disco.

I testi sono, appunto, malinconici ed incentrati sul'amore perso, Erik cattura la bramosia che sta dietro ad una relazione finita: "In a different kind of life/You would still be by my side and not by another" recita così in Not by Another la traccia opener del disco. I richiami nostalgici al passato sono evidenti; subito ci viene in mente Harvey Williams, meglio conosciuto con il progetto Another Sunny Day, per la facilità con cui la voce di Erik si mescola con le chitarre cristalline, il tutto con una perfezione quasi maniacale. Out of Sight continua sul tema dell'amore perso: "Can you tell me what it’s all about? /The fire in your heart is out/I went to see you the other day to find out if you’re all alone.”, le chitarre esplodono in un jangle pop che ricorda molto il dunedin sound di casa Bats. I Know i will è forse il pezzo più bello dell'intero disco, il tema si sposta sui tempi trascorsi con i vecchi amici, la malinconia si spreca mentre le dolci melodie color pastello vanno a sostenere quella che è la voce delicata e flebile di Erik: ricorda molto quel capolavoro di singolo che era Sunflowers degli Springfields. Con il proseguire delle tracce, i testi si fanno più positivi ed ottimistici, in My Only Inspiration gli svedesi riscoprono l'amore per la fiducia: “This is not the time for sorrows/This is the time to think about tomorrow”. The Back of My Mind e Into Thin Air sono forse le colonne portanti del disco, due gioielli pop da conservare e ascoltarsi in giorni di pioggia, l'aria che si respira è dolce e si riscoprono atmosfere quasi dream pop. Vi è inoltre l'inserimento della voce corale anche del fratello Martin in supporto, per dare toni ancora più sognanti. I ritmi crescono e la batteria si fa più persistente, The Way it Used to Do è infatti il pezzo più ritmato, il drumming si fa continuo, ma ciò nonostante, si inserisce alla perfezione mescolandosi al jungling di chitarra in sottofondo. Siamo in chiusura, l'atmosfera è più serena sebbene la voce di Erik sia quasi cupa: The Best of Times conclude l'album con una lirica comunque positiva, anche se gli amori si perdono, i sogni rimangono:  “There is nowhere else I would rather be than walking all through the streets with you/This is just the best of times.”

E' un album nostalgico che parla del passato e lo rievoca attraverso le sue dolci melodie caramellate; le citazioni si sprecano, ma il tutto è comunque rivisitato e perchè no, riscoperto, con un suono molto più pulito e lineare. Questi bellissimi arrangiamenti e le melodie catchy sono, quindi, sufficienti per rendere Seconds un album adorabile che va ad inserirsi in questo ormai grande filone revival. Mettetevi le cuffie, chiudete gli occhi, e rituffatevi in quel mondo di suoni zuccherosi che contraddistinguono il genere: non ve ne pentirete.

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