Fucked Up | David Comes to Life | RockLine.it
Voto: 
8.0 / 10
Autore: 
Emanuele Pavia
Etichetta: 
Matador Records
Anno: 
2011
Line-Up: 

- Pink Eyes (Damian Abraham) – Voce
- 10,000 Marbles (Mike Haliechuk) – Chitarra
- Gulag (Josh Zucker) – Chitarra, Voce
- Young Governor (Ben Cook) – Chitarra, Voce
- Mustard Gas (Sandy Miranda) – Basso
- Guinea Beat (Jonah Falco) – Batteria, Chitarra, Tastiere

Guests:
- Madeline Follin - Voce
- Jennifer Castles - Voce

Tracklist: 

1. Let Her Rest
2. Queen of Hearts
3. Under My Nose
4. The Other Shoe
5. Turn the Season
6. Running on Nothing
7. Remember My Name
8. A Slanted Tone
9. Serve Me Right
10. Truth I Know
11. Life in Paper
12. Ship of Fools
13. A Little Death
14. I Was There
15. Inside a Frame
16. The Recursive Girl
17. One More NIght
18. Lights Go Up

Fucked Up

David Comes to Life

Venuti alla ribalta del fenomeno hardcore punk con una serie di promettenti demo che avevano spianato la strada al debutto su full-length, avvenuto nel 2006 con la pubblicazione di Hidden World, e affermatisi tra i massimi esponenti (e innovatori) del genere nell'ultimo decennio grazie all'hardcore "progressivo", sinfonico e riccamente arrangiato presentato nel successivo The Chemistry of Common Life del 2008, i canadesi Fucked Up ritornano nel 2011 presentando il grandioso David Comes to Life - pubblicato il 6 giugno scorso dalla stessa Matador Records che aveva pubblicato il loro ultimo album in studio - dopo un lungo concepimento di ben tre anni.

Aperto omaggio ai grandi doppi album del passato del calibro di Zen Arcade degli Hüsker Dü (di cui riprende anche l'estetica del doppio vinile), David Comes to Life porta a compimento il progetto che i Fucked Up avevano già abbozzato con il concept di The Chemistry of Common Life. L'album è infatti un'ambiziosissima rock-opera in quattro atti, ambientata nell'Inghilterra degli anni '80, che narra la love story tra l'operaio impiegato in una fabbrica di lampadine (da cui la copertina del disco) David Eliade con la giovane rivoluzionaria Veronica Boisson, seguendo una narrazione complessa, talvolta indecifrabile, erede dei testi metafisici dylaniani; a questo plot arzigogolato si aggiunge inoltre uno studiato e impegnativo lavoro strumentale, che riesce nell'obiettivo di mitigare la visceralità punk dei precedenti full-length con i massimalisti arrangiamenti delle grandi opere rock del passato (Tommy su tutte) e con la forte enfasi emotiva dei testi figlia tanto di Bruce Springsteen quanto dei Replacements.

Love, then the tragedy strikes the town.
Il primo atto rappresenta probabilmente quello più solare di David Comes to Life. L'overture Let Her Rest, con le eteree melodie di chitarre che ricalcano quelle sognanti delle ninna nanne, introduce alla vera apertura della narrazione con la successiva Queen of Hearts, in cui la voce roca, volgare e tipicamente hardcore di Pink Eyes (aka Damian Abraham), voce narrante, dipinge le rosee aspettative nel futuro dei due amanti, contrapponendosi prima alle ineffabili melodie di chitarra quasi shoegaze, e successivamente alla voce angelica di Madeline Follin (dei Cults), che invece si cala nei panni della giovane Veronica. Le premesse vengono portate alle estreme conseguenze in Under My Nose, dove i vitali riff di chitarra (che questa volta ripescano dal punk-pop degli Hüsker Dü più melodici) incorniciano la gioia del giovane David, alle prese con la vita che finalmente si dimostra generosa nei confronti di un operaio della working class; The Other Shoe è invece, come dimostrato anche dalle sessioni strumentali più dure (che si rifanno principalmente agli Who), il primo segnale della fine dell'idillio, che arriva definitivamente con Turn the Season, dove, riprendendo il tessuto sonoro più hard rock del pezzo precedente, viene descritto il tragico scioglimento della love story: Veronica, infatti, muore in un fallito attentato alla fabbrica, lasciando David nella più totale disperazione e chiudendo dolorosamente il primo atto della rock opera.

David loses Veronica, and then himself, as he succumbs to guilt and despair.
Alla morte della ragazza succede inevitabilmente la disillusione dell'amante: introdotto da un significativo How could have we been so blind?, Running on Nothing prosegue sulla scia del rock alla Who, tra duri riff di chitarra e melodie orecchiabili, illustrando tutta la delusione e i sensi di colpa di David per la fine della sua gioia, esemplificata ancor di più dalla successiva Remember My Name (in cui i riff hard rock e i motivi pop diventano funzionali alla voce di Pink Eyes). Il dialogo di chitarra e batteria a chiusura del pezzo conduce quindi l'ascoltatore alla volta di A Slanted Tone, che introduce il personaggio di Vivian Benson, ex-fidanzata di David, e successivamente a Serves Me Right (uno dei pochi pezzi considerabili hardcore punk di tutto il concept album), in cui David rimette in discussione il suo dolore per la morte di Veronica, attribuendovi invece il significato di una meritata punizione per aver creduto nell'amore.

Another character is revealed, putting the responsibility for Veronica's death into question.
Dopo la pessimista chiusura hardcore del secondo atto, il concept del disco vira verso lidi più cervellotici: a partire dalla ballata Truth I Know (con intro acustica e piglio punk-pop nuovamente debitore degli Hüsker Dü), infatti, entra in scena Octavio St. Laurent, narratore delle vicende di David Comes to Life in preda a deliri di onnipotenza nonché coinvolto nella morte di Veronica. Tra David e Octavio comincia, a partire da Life in Paper, un rapporto conflittuale e quasi metafisico (come dimostrato sia dalle aspre accuse di David nei confronti del narratore/dio, sia dai riff di chitarra che sembrano elevarsi al cielo) che sfocia infine in un aperto scontro nell'hardcore vivace e straripante di arrangiamenti di Ship of Fools: l'esito della battaglia è fallimentare per David, che nella sfuriata punk rock di A Little Death perde definitivamente la voglia di vivere e di amare ancora, raggiungendo il culmine di dolore del disco e decretando la morte interiore del personaggio.

A revelation from Vivian sheds more light on Veronica's death; Octavio and Vivian explain their motives, and David is reborn.
Ma la redenzione arriva con l'atto finale della punk rock opera. Infatti, in I Was There Vivian afferma di aver assistito agli ultimi istanti di vita di Veronica, e descrive minuziosamente (accompagnata da camaleontici riff hard rock e vorticose distorsioni di chitarra) il momento della morte della giovane attivista. A ciò seguono quindi la confessione westerbergiana (sia nei testi, sia nelle soluzioni musicali che riportano alla mente il punk rock cantautorale dei Replacements) di Octavio in Inside a Frame, dove ammette il suo fallimento come narratore onnisciente e quasi divino quale aspirava ad essere, e la melodica e solare Recursive Girl, in cui Vivian proclama il suo proposito di ritornare a vivere e ad amare, per sopportare il dolore del passato. E finalmente, David riesce ad ammettere il suo unico errore, ovvero aver cercato invano di dimenticare l'amore perduto, e ritornare a vivere, sostenuto dai riff nuovamente solari e gioiosi di chitarra di One More Night (un rock energico e magniloquente negli arrangiamenti, dove ritorna il contrasto tra voce hardcore maschile e voce celestiale femminile della cantautrice Jennifer Castles) e della conclusiva Lights Go Up (che segna la fine del travagliato percorso interiore di David con i suo riff hard rock liberatori e sontuosi, che riprendono ed esasperano la gioia presente nel primo atto).

Nel lungo percorso che rappresenta il concept di David Comes to Life, i Fucked Up riescono a inserire un'energia e una vitalità inedita anche rispetto ai loro precedenti dischi. La loro musica non è più semplice hardcore, ma ne recuperano il vigore per infonderlo nei sontuosi arrangiamenti e nei melodici fraseggi strumentali che sono ormai più vicini all'hard rock che al punk, ed è proprio questo grande studio musicale a costituire il punto di forza del disco. L'unico neo di tutto il tessuto sonoro è però una monotona voce sguaiata di Pink Eyes (unico elemento veramente hardcore rimasto in David Comes to Life) che non sempre è adatta al concept narrato o al lavoro strumentale che lo accompagna; ma riuscendo a soprassedere a questo difetto, il monumentale doppio album dei Fucked Up non mancherà di affascinare coloro che decideranno di ascoltarlo.

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