Calhau! | Quadrologia Pentacoína | RockLine.it
Voto: 
7.0 / 10
Autore: 
Petra Savic
Genere: 
Etichetta: 
Rafflesia
Anno: 
2011
Line-Up: 

- Marta Ângela - voce, varie
- João Alves - voce, varie

Tracklist: 

1. O Caminho Da Cabra
2. Laminaanimal
3. Ossoocco
4. Vm

Calhau!

Quadrologia Pentacoína

Prima release ufficiale del duo portoghese composto da Marta Ângela e João Alves, attivo dal 2006 non solo in veste di musicisti, ma come artisti completi, annoverando nel proprio repertorio anche film e opere d'arte. Sono noti al pubblico avant-garde italico soprattutto dalla loro performance presso il Netmage '11, in cui hanno presentato un'installazione audiovisiva in 16mm accompagnata poi dal loro concerto.

Quadrologia Pentacoína è, fondamentalmente, ciò che accompagnò quell'installazione al rinomato festival bolognese. Rilasciato su vinile dalla giovanissima etichetta portoghese Rafflesia, che conta all'attivo solo sei uscite rigorosamente in vinile quasi interamente sold out, l'album è un miscuglio di generi e ispirazioni dal sapore notturno e rituale, memori dell'indiscutibile influenza in campo elettroacustico del loro conterraneo Nuno Canavarro.

La traccia d'apertura, O Caminho Da Cabra, si apre con un tanto ovattato quanto inquietante temporale, che lascia poi spazio ad una nenia, dai richiami primitivi, di voci maschili e profonde, intersecata da suoni di scosse e nitriti di cavalli; un tamburo e una scurissima base drone accompagnano il successivo cantato, che potrebbe ricordare una preghiera o un'antica invocazione portoghese, dalle parole indefinite. Si prosegue poi con Laminaanimal, cupissimo drone che ricorda i deliri spaziali e new age al minimoog di Enno Velthuys, con Marta Ângela a dar voce ad un'invocazione dissonante degna della tradizione fado portoghese; la nostra compare anche nella successiva Ossoocco, il cui cantato è disarticolato ma eccellente nella sua atmosfera voodoo-rituale, dettata dall'incalzante tamburo e dal ripetuto giro di note dal carattere mistico. La conclusiva VM, con un recitato sempre di Marta Ângela, ricorda un'improvvisazione di sound poetry, dai suoni acidi e metallici alquanto disturbanti a farla da padrone, a discostare la traccia dal resto dell'album per tipologia musicale e genere.

Disco molto breve (appena 22 minuti) ma denso e di ascolto non propriamente dei più facili, si dimostra unico e intelligentemente assemblato per quanto chiaramente ispirato da capisaldi del genere, mantenendo in vita quel filone portoghese di avanguardia elettroacustica così ben nascosto nell'ultimo ventennio.

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