Voto: 
7.0 / 10
Autore: 
Emanuele Pavia
Etichetta: 
Mego
Anno: 
2013
Line-Up: 

- Mika Vainio - Elettronica
- Stephen O’Malley - Chitarra

Guests:
- Alan Dubin - Voce
- Eyvind Kang - Viola,
- Moriah Neils - Contrabbasso
- Maria Scherer Wilson - Violoncello
- Randall Dunn - Manipolazione di nastri

Tracklist: 

1. Muse
2. Toward All Thresholds
3. Mirror of Mirror Dreams
4. Watch Over Stillness / Matters Principle

ÄÄNIPÄÄ

Through a Pre-Memory

ÄÄNIPÄÄ altro non è che il moniker adottato dal duo Mika Vainio e Stephen O'Malley, entrambi da anni alle prese - da prospettive opposte - con lo studio delle possibilità del minimalismo applicato alla composizione di una musica estremamente drammatica, imponente ed alienante, il primo con i progetti Ø e soprattutto Pan Sonic, il secondo con il lavoro svolto con Sunn O))) e KTL.

Registrato nell'andereBaustelle Tonstudio di Berlino e pubbicato nel novembre 2013 dalla Mego, Through a Pre-Memory segna l'esordio su full-length degli ÄÄNIPÄÄ e la seconda collaborazione dei due musicisti (Pan Sonic e Sunn O))) avevano infatti già lavorato insieme nel 2009 per la cover della storica Che dei Suicide), ponendosi come naturale punto di incontro tra i percorsi di esplorazione musicale che Vainio e O'Malley hanno intrapreso in tutti questi anni.
Dipanandosi in quattro lunghe tracce (per una durata complessiva di quasi ottanta minuti), la musica di Through a Pre-Memory esplora i punti di contatto tra drone e industrial metal (influenze portate nel progetto da O'Malley) ed elettronica glitch e ambientale (in linea con quanto sperimentato da Vainio a partire dalla fine degli anni Novanta), dando vita a un suono imponente e spettrale, su cui aleggiano i fantasmi dei Suicide e dei Throbbing Gristle come degli Earth e dei Khanate. Al duo si aggiungono quindi Maria Scherer Wilson (violoncello), Moriah Neils (contrabbasso) e Eyvind Kang (viola) - quest'ultimo occupandosi anche degli arrangiamenti di archi -, che contribuiscono a conferire un'aura ancora più inquietante e aliena alla musica di Through a Pre-Memory, e la voce di Alan Dubin (alle prese con la poesia di Anna Akhmatova), che enfatizza la componente più tormentata ed estrema del sound degli ÄÄNIPÄÄ; il tutto viene infine editato e modificato dalla manipolazione dei nastri di Randall Dunn, che si è occupato anche del missaggio dell'album.

Dei quattro brani di Through a Pre-Memory, tre possono considerarsi tra i più interessanti dell'anno.
La prima Muse è il tour de force più asfissiante dell'album, e probabilmente il vero apice del disco. Fin dall'inizio, l'atmosfera è opprimente: tutti gli elementi del pezzo, dai dissonanti accordi di chitarra elettrica di tipica scuola O'Malley, all'algida base ritmica costituita solo di kick pulsanti e glitch in una versione tecnologica dei Suicide, fino agli spettrali interventi di viola e violoncello dal sapore contemporaneo (a loro volta, straziati dalla manipolazione sonora di Dunn), sembrano finalizzati unicamente a rendere l'esperienza di ascolto il più terrificante possibile. Il climax giunge poco dopo la metà, quando tutto tace e si ergono, nel silenzio, le urla lacerate di Dubin: a quel punto il brano si tinge delle sonorità più cupe tipiche del progetto Khanate, se non fosse per l'elettronica soggiacente (e, successivamente, per i fraseggi sempre più intricati e contorti degli archi) a rendere la marcia funebre delle chitarre ulteriormente soffocante.
Su binari molto simili si muove la conclusiva Watch Over Stillness / Matters Principle, che vede nuovamente l'intervento vocale di Alan Dubin. Questa volta però l'ineffabilità di questo sound viene mitigata (almeno inizialmente) da una percussività maggiormente pronunciata (grazie al beat sintetico di sapore tipicamente industriale) e un lavoro elettronico ben più "fisico" (in contrapposizione a quello etereo dell'opener), che rende paradossalmente il pezzo meno claustrofobico; solo nel finale, di chiara ascendenza Earth, si ritorna alle vertigini di angoscia della opener.

Toward All Thresholds, d'altro canto, abbandona le ingerenze metal più destabilizzanti approfondendo invece la componente digitale del sound degli ÄÄNIPÄÄ, senza comunque privare la musica di un elemento psicologico fortemente destabilizzante. Gli archi e la chitarra sono ancora presenti, ma il loro intervento è più subliminale, mentre è l'elettronica la vera protagonista del brano: è questa infatti che definisce gli umori di Toward All Thresholds, partendo da sinistre pulsioni sotterranee fino a giungere, in un lento crescendo, alla percussività della techno industriale e quindi alle cacofonie del noise. Infine, implodendo su se stesse, le distorsioni sfumano in un anticlimatico epilogo dalle tinte cosmiche.
Dove Muse e Watch Over Stillness / Matters Principle rappresentavano i brani più muscolari di Through a Pre-Memory, Toward All Thresholds rappresenta la punta di diamante del lato astratto dell'operazione ÄÄNIPÄÄ, e il momento più concettuale di tutto il disco.

È Mirror of Mirror Dreams a rappresentare invece l'anello debole della tracklist, muovendosi, come Toward All Thresholds, prevalentemente su binari elettronici, ma (pur presentando un esotico finale che vede protagonisti viola, violoncello, contrabbasso in un gioco di echi e silenzi sul tappeto digitale) non raggiungendone la stessa profondità. Questo brano, insieme alla sfortunata scelta di collocare il pezzo indubbiamente più riuscito ad apertura del disco e al minutaggio estremamente corposo, è l'elemento che più di tutti rende difficile l'ascolto integrale dell'album; ciononostante, è difficile negare che quella di Through a Pre-Memory sia una delle esperienze più evocative e ammalianti del 2013.

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