In Pussy we Trust. Basterebbe solo il titolo di questo
succulente ep per farvi capire l'attitudine messa in gioco dai geniali
Cathouse, quella stessa attitudine che potrebbe servirci da
termine con il quale poter definire in poche parole la propensione
musicale visceralmente legata allo Sleazy Rock più sporco ed androgino
messo in mostra dai cinque in questa loro prima prova da studio, un
dischetto che, oltre a rappresentare l'esordio assoluto per questa
giovane promessa della scena Hard Rock nostrana, riporta in auge il
valore di una provincia come quella bergamasca, da anni oramai sinonimo
di peculiarità artistica, quella stessa peculiarità in passato di
totale appannaggio dei grandiosi rockers Jolly Power, band da qualche
anno caduta nel vortice cremisi dell'assoluto anonimato artistico.
Ed è proprio a questa storica formazione che il sound dei Cathouse si
rifà in parte, e chi a tempo debito ha potuto apprezzare il potenziale
esplosivo del mitico Like an Empty Bottle, sa a cosa ci stiamo
riferendo, anche se in questo caso i contorni musicali dei nostri sono
maggiormente incentrati su coordinate più Hard'n'Roll, andando a
disegnare l'anello mancante, se così possiamo dire, fra l'assalto
selvaggio e stadaiolo di band come Guns n'Roses, L.A. Guns e Faster
Pussycat, con la ricerca melodica propria di gruppi come Little Caesar,
Circus of Power e dei grandosi Great White, questo grazie anche a
sapienti iniezioni di natura prettamente Hard/Blues che hanno
nell'accattivante Tenage Desire, resa ancor più appetitosa
dall'armonica dell'ospite Blind Dog, il proprio culmine artistico.
Non c'è che dire, i cinque Cathouse mettono più volte in mostra una
professionalità ed una dedizone alla causa che hanno davvero
dell'incredibile, confezionando un prodotto musicale, mi si permetta il
termine, alquanto accattivanete che mette in mostra una certa
propensione artistica ed una cura quasi maniacale per i particolari,
ricco booklet, immagine e look curatissimi, ed un repertorio di song
ruffiane giocate su irresistibili refrain dal forte retaggio sexy,
provate a dare un ascolto alla perversa Lesbian Night, e ne
riparliamo, non sono altro che la lampante testimonianza di quanto
sin'ora asserito.
Un songwriting snello e piuttosto spontaneo riesce ad emergere dalla
calca fascinorosa di song irresistibili come Time to be Superstar o
dell'altrettanto accattivante From my Heart, episodi in cui i due
chitarristi Rikky Sex Lover e Mark Bluesman, allestiscono un set di
riff sporchi e sudati sui quali si inseriscono la grezzissima sezione
ritmica e la voce acida e viziosa del buon DDCat 71, in alcuni
frangenti molto vicino all'idolo Wiliam Axel Rose, elementi che portano
alla creazione di un suono cattivo ed allo stesso tempo eccitante, e
quando arriva lo Street n'Roll di Rock is all You Need che sembra
quasi un dovuto tributo ai maestri Hanoi Rock, non si può che alzarsi
in piedi per una standing ovation, e tributare il giusto riconoscimento
a questa band che nell'arco di queste sei song non lesina per un solo
attimo energia e propensione stilistica.
In definitiva un affresco alquanto significativo di come si possa
suonare del buon vecchio Hard Rock losangelino senza il dover a tutti i
costi scendere a patti con i trend imperanti del momento.
In Pussy we Trust, se amate la buona musica non potete sottrarvi a questo inno generazionale
LINE UP: - DDCat 71 - voce
- Rikky Sex Lover - chitarra
- Mark Bluesman - chitarra
- Gene Joint Davidson - basso
- Sexy Rake - batteria
TRACKLIST: 1. Phone Call
2. Lesbian Night
3. From My Heart
4. Teenager Desire
5. Time To Be Superstar
6. Rock Is All You Need