Petrol | RockLine.it
Petrol
(Dan Solo, Franz Goria)
di: 
Mariella Lazzarin
06/05/2009



 

I Petrol sono un gruppo ideato da Franz Goria (voce, chitarra), Dan Solo (basso) e Valerio Alessio (batteria). In occasione del breve tour che precede la prossima uscita L'Amore E' Un Cane, il trio torinese rilascia un'intervista a RockLine.it, per parlare dello stato della musica indipendente in Italia e della nuova uscita...


M.L. - Ciao a tutti e benvenuti su RockLline.it. Iniziamo l'intervista parlando di cosa è cambiato dall’uscita del vostro primo album Dal Fondo...

Franz - Tante cose, ne sono successe un sacco e alcune sono cambiate.

Dan - La cosa che è cambiata e sicuramente si nota di più è la formazione. Ora siamo in tre, non è più presente Ale Bavo che aveva partecipato attivamente a tutto il progetto e anche se, per un certo periodo di tempo ha suonato con noi Nino Azzarà; alla fine abbiamo deciso di ritornare al nucleo originale del progetto.

M.L. - So che il nome Petrol è stato ispirato da un viaggio in Slovenia ma non penso si riferisca solo al concetto stretto di petrolio…

Dan - Letteralmente significa "petrolio" ed è stato ispirato dal nome di un’azienda petrolifera presente appunto in Slovenia. Abbiamo pensato che questo nome si potesse sposare perfettamente con quello che facevamo; il nome petrolio infatti fa riferimento a qualcosa di denso e fluido come se provenisse dal profondo della terra.

M.L. - Mi presentate il vostro ep in uscita L’Amore E' Un Cane?

Franz - Oltre al cambio di formazione, dall’uscita di Dal Fondo è importante ricordare che in qualche modo non siamo più legati a Casasonica, anche perché come etichetta discografica ha chiuso. Di conseguenza non esistendo più come etichetta discografica, i gruppi che facevano parte della sua scuderia sono liberi e senza contratto; quindi abbiamo deciso, siccome la nostra fase di composizione dal momento in cui uscì il disco era andata avanti e avevamo del materiale pronto, di auto-produrre questo EP e di accollarci anche tutto il lavoro che gli sta intorno (come per esempio la stampa). In questo modo siamo entrati in studio tre settimane fa circa, finendo di mixare i quattro brani nuovi la settimana scorsa. Adesso siamo nella fase della grafica del disco, che dovrebbe uscire entro il 15 Maggio. Abbiamo organizzato sul nostro sito una presentazione del nuovo lavoro, un video che sarà in due puntante per descrivere in una sorta di “mini-reality” quello che abbiamo fatto.

Dan - E’ un progetto che abbiamo affrontato molto velocemente anche per l’urgenza di mettere nero su bianco quello che siamo ora che per noi era molto importante. Poi, su L’Amore E' Un Cane ci sarebbero tantissime cose da dire, tante le stiamo anche tenendo un pochino nascoste appunto perché vogliamo che si scoprano man mano.

M.L. - Come avete cercato di costruire nel corso del tempo le vostre affinità musicali?

Dan - C’è voluto del tempo, perché anche se ci conosciamo tutti come persone, abbiamo avuto esperienze molto diverse; però questo è sicuramente il periodo migliore parlando di affiatamento musicale. Adesso nei Petrol si sente una consapevolezza maggiore e forse diversa, che dipende anche dalla crescita musicale determinata da esperimenti (il disco nuovo) visti nell’ottica della ricerca di qualcosa che ci soddisfi pienamente e riesca a rappresentarci al massimo.

Franz - Abbiamo scoperto le nostre affinità sonore andando e suonando in sala prove. Quello che però mi ha più colpito all’inizio è stata la creazione improvvisa di una miscela musicale, che però sembrava già nota e conosciuta, come se ci fosse non dico da sempre, ma da molto tempo.

M.L. - Esiste musica di qualità in Italia?

Franz - Sì, esiste musica di qualità in Italia. E’ magari sparpagliata in moltissime situazioni differenti e proprio per questo fa molta fatica a venire fuori, anche perché oggi la sostanza è schiacciata dalla forma. La causa è riscontrabile soprattutto nei media che schiacciano l’espressione artistica pura.

Dan - Nella musica non c’è assolutamente democrazia e non c’è l’abitudine di dare e riconoscere che in ambienti diversi rispetto allo star-business si possano fare cose diverse e comunque di qualità. L’Italia è un Paese in cui viene riconosciuto il potere della musica leggera da sempre, mentre invece istituzionalmente non viene riconosciuta quella musica “alternativa”, “indipendente”, quella che in realtà ha un seguito di un certo valore; viene invece sempre vista come una musica un po’ di serie B e questo è un po’ triste perché condiziona chi decide di muoversi in modo diverso. Ci sono poi pochissimi festival in Italia che lasciano spazio a queste band (il TORA TORA! non esiste più), come per esempio il MIAMI a Milano.

M.L. - Nel testo della vostra canzone L’Ultima Notizia E' La Stessa Di Sempre voi parlate del verbo “vedere” che però nella maggior parte dei casi non è uguale poi all’azione, che sarebbe quella di “osservare”. Che rapporto c’è secondo voi tra la società attuale e l’individuo che guarda in maniera superficiale senza invece “osservare”?

Franz - A livello musicale l’immagine rimane soggettiva, c’è una soggettività relativa che implica il fatto che quello che cerchi di esprimere, dal pubblico viene percepito in maniera diversa. Questo può capitare durante un concerto, quando per esempio tu credi che qualcosa non sia andato per il verso giusto mentre poi invece dopo scopri che è stato l’esatto contrario. Noi percepiamo una realtà attraverso i cinque sensi che ci permette di capirci tra di noi ,ma quando poi si comincia a scavare nel profondo si scoprono una serie di cose che sono diverse, assolutamente individuali.

Dan - Purtroppo però si riduce e si risolve tutto nel potere della società dell’immagine che in qualche modo mette a posto le coscienze. Nella società dell’informazione, l’immagine riesce ad allontanare il contenuto e tutto risulta completamente pilotato per fini e scopi personali.

M.L. - Le vostre canzoni sono state spesse volte paragonate a quelle di un nuovo e immaginifico De Andrè che abbraccia la chitarra elettrica. I testi sono tutti da rimandare a esperienze vissute oppure no?

Dan - Ci ha fatto molto piacere questo paragone anche se ci riempie di responsabilità. Sicuramente però i nostri testi nascono da esperienze vissute infatti attraverso questi ultimi, che comunque sono una visione soggettiva e non vogliono mai avere la velleità di esprimere un’unica e sola verità assoluta, cerchiamo di essere sempre un po’ critici, concentrandoci sulla realtà che abbiamo attorno. Cerchiamo di tenere insieme tutto ciò che fa parte del sogno e del desiderio insieme alla realtà nuda e cruda cantando in italiano, una lingua difficile ma bellissima. Durante la nostra evoluzione musicale abbiamo assorbito tutto ciò che proveniva dall’ “esterno”, dall’estero, roba che ancora oggi ascoltiamo però nello stesso tempo, amando anche i contenuti della musica italiana , abbiamo cercato di unire queste due cose per la costruzione di qualcosa di veramente autentico.

M.L. - Che influenze ha avuto sulla vostra musica la città di Torino?

Dan - Tutti noi abbiamo cominciato a suonare da giovani e abbiamo attraversato gli anni più bui della Torino degli anni Ottanta nella quale non c’era assolutamente nulla, dove però vi erano nel sottosuolo dei grandi laboratori d’idee dai quali sono venute fuori tutte le realtà emerse poi negli anni Novanta. Torino era molto diversa da altre città come per esempio Firenze, che negli anni Ottanta risultava assolutamente emblematica per tutta l’Italia; A Torino, secondo me, non c’è mai stata una vera e propria scena, forse non ci sarà mai, perché poi in fondo sono presenti tanti gruppi che fanno tanti generi diversi. Sono sempre convissute queste esperienze differenti, ci si conosce naturalmente ci si aiuta, si suona più o meno negli stessi posti per quanto riguarda le prove, quindi il fermento che c’è a Torino bene o male t’influenza, anche se poi ti devi confrontare con una realtà nazionale dove non esiste un grosso mercato. Parlare oggi di una scena localizzata in Italia è molto difficile.

M.L. - Com’è stato lavorare con i Wu-Ming?

Dan - E’ stato molto bello perché è stata la prima volta che abbiamo sonorizzato un libro. Io personalmente già prima amavo molto i Wu-Ming che sono stati anche delle vere e proprie fonti d’ispirazione, di conseguenza ci è piaciuto molto essere coinvolti in questo progetto. Con loro non è che abbiamo avuto così tanti contatti se non quello di scrivere questo brano prima solo strumentale, al quale poi noi dopo abbiamo aggiunto anche le parole.

M.L. - Come sarà l’estate dei Petrol?

Dan - Noi in questo momento siamo concentratissimi e affiatatissimi sull’uscita di questo EP che per noi è molto importante anche se sono solo quattro brani. Pensiamo che L’Amore E' Un Cane sia un disco molto misurato a quello che siamo oggi. Cercheremo di fare più date possibili per portare in giro questo nuovo lavoro anche se non abbiamo un tour programmato. Il nostro desiderio però rimane quello di suonare il più possibile!

M.L. - Grazie mille per l’intervista. A presto da RockLine.it!

Dan - Ciao, grazie a voi!

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