Johnny Burning
(D. B.)
di: 
Salvatore Sciumè
23/10/2008



 

A pochi giorni dall’uscita ufficiale del divertente e promettente esordio con Get Up, Get Loose, Get Off!, i giovani Johnny Burning sembrano avere sfruttato bene l'opportunità offerta loro dalla nuova label nostrana Street Symphonies Records e si raccontano su Rockline.it. Un doppio esordio che inorgoglisce qualsiasi hard rocker italiano!

S.S. - Ciao ragazzi ed ovviamente complimenti per il vostro debut album! Iniziamo con le presentazioni, chi sono i Johnny Burning e come nascono?

D.B. - Intanto grazie per i complimenti, siamo lusingati da ciò che hai scritto sopra! I Johnny Burning nascono nel 2005 inizialmente come cover hard rock band, ma quella fu solo una fase di affinamento della band, perché avevamo già ben chiaro che la strada da seguire sarebbe stata quella di realizzare dischi con pezzi nostri!

S.S. - Com’è nata la vostra collaborazione con la Street Symphonies Records? Sono stati loro a scovarvi? Soddisfatti del lavoro svolto a livello promozionale?

D.B. - La Street Symphonies Records si è interessata a noi attraverso MySpace, sentendo le songs che erano caricate sulla nostra page e seguendoci sempre su internet. Dopo vari contatti telefonici e incontri la loro professionalità ed il loro entusiasmo ci hanno convinti a firmare per loro! Devo dire che stanno svolgendo un ottimo lavoro sia a livello promozionale che gestionale, sono ragazzi davvero carichi!

S.S. - Una curiosità... Da dove nasce il vostro moniker “Johnny Burning”?

D.B. - Oh è una storia lunga... per farla breve si tratta di un personaggio di un serial televisivo degli anni Ottanta. Ma se fossi in te non mi fiderei di ciò che ti sto dicendo ahahah!

S.S. - Mi pare siano evidenti nel vostro sound le influenze della scena sleaze/glam di fine anni ’80, in particolare di Motley Crue, Guns N’ Roses, Skid Row e Faster Pussycat. Vi rispecchiate davvero in questo modo di fare hard rock?

D.B. - Sì molto! Le band che hai citato sono sicuramente alcune tra le nostre preferite, la loro musica è stata molto importante per noi e il nostro sound è inevitabilmente influenzato dai nostri ascolti, ma se farai un po' di attenzione sentirai anche molte influenze derivanti da altri generi come il punk, il rock-blues anni Cinquanta e il metal, mischiando tutto ciò e facendolo passare dai nostri cervelli piuttosto "strani".

S.S. - Cosa ha rappresentato e rappresenta l’hard rock degli anni ’80 nella vostra formazione artistica?

D.B. - Ognuno di noi ha le proprie influenze nel proprio strumento, per quello che mi riguarda il periodo da te citato, gli Ottanta e l’inizio dei Novanta sono quelli da cui proviene il mio suono e la mia formazione artistica: chitarristi come Slash, Malmsteen, Van Halen, Marcello, Bettencourt sono stati il motivo per cui ho iniziato a suonare la chitarra e di conseguenza il mio stile deriva dal mix del suono di questi grandi nomi. Secondo me il sound "vero" e graffiante di quegli anni resta unico e irraggiungibile!

S.S. - Parliamo un po’ del disco, ed in particolare di alcuni brani che mi hanno positivamente colpito. Innanzitutto ho trovato un episodio divertente e riuscito il rock n’ roll “old-style” di Time To Rock. Cosa vi ha spinto a comporre un brano dallo stile così “vintage”?

D.B. - Come ti dicevo prima le nostre influenze spaziano anche in generi che con il glam non c'entrano nulla; in particolare Manuel il nostro singer è influenzato tantissimo dal sound del blues e del rock n' roll old style, in "time to rock" questa influenza esce moltissimo, è un pezzo che ci diverte molto, soprattutto in live!

S.S. - Si respira per tutto il disco uno spirito selvaggio e stradaiolo, tipicamente rock n’ roll, e mi pare che un brano come Sassy Lassie Goose sia uno di quelli che meglio incarni questo spirito...

D.B. - Hai azzeccato il punto, il sound selvaggio e stradaiolo che senti in tutto il disco non è ricercato o forzato, è il sound che esce da noi, dalle nostre personalità e dal nostro modo di vivere; quando abbiamo iniziato la composizione delle songs non avevamo in mente cosa sarebbe uscito, non avevamo preventivamente deciso di fare un disco con un certo sound piuttosto che con un altro, questo lo senti durante l'ascolto: ci sono canzoni che sono diversissime tra loro, pur avendo sempre, a mio avviso, una linea che le accomuna nel nostro stile. Sassy Lassie Goose è un esempio lampante del discorso che ti ho appena fatto.

S.S. - Il tocco di classe, sempre a mio modesto parere, lo avete piazzato in Idiota, con quelle sue atmosfere un po’ bluesy e l’azzeccato uso dell’armonica. C’è qualcosa a cui vi siete ispirati per questo brano? O comunque qualcosa che vi ha dato l’input?

D.B. - No, non ci siamo ispirati a nessuno in particolare per Idiota, è un pezzo molto “alla noi”; è come ti dicevo prima quando ti parlavo delle influenze blues che alcuni del gruppo hanno: l'uso dell'armonica e il bluesy style sono venuti in modo naturale, e il risultato ci è piaciuto molto, tanto da scegliere questa canzone per essere il nostro primo singolo!

S.S. - E della ballad Shine cosa potete dirci? Mi è parsa ispirata e ricercata, di certo non banale e neanche sdolcinata...

D.B. - Shine è una canzone di cui siamo molto orgogliosi, una vera e propria ballad a tutti gli effetti che riscuote sempre un gran successo nei live (c'erano ragazze che la cantavano per intero anche se il disco non era ancora uscito). Siamo contenti che tu l'abbia apprezzata per quello che è in realtà, ispirata e ricercata, ma che resta pur sempre una canzone di una rock n' roll band.

S.S. - In linea generale comunque tutto l’album si presenta bene. Ci sono brani che vi sentite di segnalare in maniera particolare? C’è qualcosa di cui siete particolarmente soddisfatti? E qualcosa invece che pensate di voler migliorare?

D.B. - Siamo molto legati a tutti i brani del disco alcuni per un motivo altri per un altro, per cui dovrei segnalarti.... tutto il disco! Rispondendo alla domanda sulla soddisfazione...sì, siamo soddisfatti del lavoro svolto, ma siamo anche convinti di poter migliorare ancora moltissimo e di avere ancora molto potenziale da sfruttare per i prossimi dischi!

S.S. - Quali sono i prossimi appuntamenti che aspettano i Johnny Burning? Avete programmato qualche concerto? Anche per presentare il vostro nuovo lavoro.

D.B. - Si, cerchiamo sempre di avere un’intensa attività live e in questo periodo in particolare vogliamo promuovere il disco al massimo; il 3 ottobre c'è stato il release party live al Transilvania di Bologna. Ora porteremo la nostra musica in più posti possibile!

S.S. - Cosa vi aspettate da Get Up, Get Loose, Get Off!? Come avete trovato al momento la risposta di critica e pubblico?

D.B. - Il disco sta riscuotendo ottime critiche e recensioni da tutti gli addetti ai lavori e sinceramente è stata una piacevole sorpresa per tutti noi, nel senso che il nostro sound non è sceso a compromessi con nessuno; volevamo fare un disco con queste sonorità anni Ottanta e l'abbiamo fatto, senza pensare che sarebbe potuto risultare "poco moderno" o "già sentito", a noi piaceva così e lo abbiamo fatto così, consapevoli che magari molti lo avrebbe etichettato come "fuori moda". Alla fine invece ci sbagliavamo perché tutti ne stanno parlando molto bene!

S.S. - Cosa pensate dell’attuale scena hard rock? Ci sono band con cui vorreste dividere il palco o per le quali provate ammirazione?

D.B. - L'attuale scena hard rock è molto attiva e gli anni del "rock n' roll is dead" che secondo me sono stati quelli tra il '96-'97 e il '03-'04 sono finalmente finiti! Ora la mia speranza è (fermo restando il massimo rispetto che ho per tutte le grandi band del passato) che ci sia un ricambio generazionale: il rock è un genere che deve rimanere giovane e ha bisogno di band giovani che ne tengano alta la bandiera! Noi ci proviamo facendo del nostro meglio!

S.S. - E’ tutto ragazzi! Grazie per il tempo concessoci ed in bocca al lupo per il futuro!

D.B. - Grazie a voi! Lunga vita al rock n' roll!

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