Caliban | RockLine.it
Caliban
(Andreas Dörner)
di: 
Jacopo Prada
07/05/2007



 

Finalmente online l’intervista con i Caliban, band tedesca che da diversi anni infiamma la scena Metalcore europea. La conversazione con Andreas Dörner, singer della band, risale al 9 marzo (giorno dello show milanese della band), ma è stata volutamente resa disponibile oggi in vista dell’imminente uscita di The Awakening, nuovo ed attesissimo full lenght del combo tedesco. L’intervista è stata preceduta dall’ascolto, in anteprima, di cinque brani estratti proprio da The Awakening: I Will Never Let You Down, Let Go, Another Cold Day, Life Is Too Short e My Time Has Come. Il responso finale è stato più che positivo: i Caliban torneranno a fine maggio con album carico di adrenalina, meno aperto agli influssi melodici rispetto al passato, più affine, se vogliamo, al sound di band quali Heaven Shall Burn e Maroon, ma che mantiene comunque saldo l’inconfondibile stile di Marc e soci...

J.P. - Ciao Andreas, come stai?

Andreas - Bene, grazie!

J.P. - Allora, stasera suonerete in compagnia di due band statunitensi. La mia domanda è questa: quali sono, secondo te, le principali differenze fra la scena Metalcore europea e quella nordamericana?

Andreas - Ce ne sono abbastanza di differenze, a partire dai kids. Negli Stati Uniti, ad esempio, i ragazzi picchiano davvero duro nel pit. A volte non sai se si tratta di semplice mosh oppure di combattimenti veri e propri. Ci è capitato più volte di interrompere i nostri brani perché avevamo l’impressione che i ragazzi sotto il palco esagerassero, dandosele di santa ragione. Il record è stato sei volte durante la stessa canzone. Qui in Europa è molto diverso: la gente è più tranquilla, si presta più attenzione alla musica e ci si diverte semplicemente movendosi un po’ o lanciandosi in qualche circle pit, punto. Musicalmente invece non saprei dirti, ogni band ha uno stile proprio ed è difficile prendere in considerazione l’insieme. Generalmente il Metalcore è composto da Metal europeo, in particolar modo svedese, e Hardcore americano. Il più delle volte, perlomeno, è così…

J.P. - Parliamo ora del vostro prossimo full lenght, The Awakening, partendo dalla sua copertina. Ho notato colori abbastanza insoliti e persino dei pesci su di essa…

Andreas - Si, esatto! Per quanto riguarda i colori è stato tutto voluto: in passato abbiamo sempre realizzato cover di colore nero o comunque scure, qui invece abbiamo preferito qualcosa che colpisse subito l’attenzione, qualcosa che catturasse lo sguardo. Come tu stesso hai notato, direi che ci siamo riusciti! Poi i colori chiari rispecchiano alla perfezione lo spirito dell’album ed il suo contenuto. Il tipo di messaggio che vogliamo comunicare all’ascoltatore è che non sempre tutto è nero, negativo, ma che esistono anche gli aspetti positivi della vita. I miei testi, per esempio, sono molto più positivi rispetto al passato. Ho cercato di trasmettere sensazioni diverse, di spiegare che a tutto esistono delle soluzioni, che non bisogna mai darsi per vinti. I testi non sono tutti così, ovviamente, però in linea generale direi di sì. I pesci invece si rifanno alla simbologia giapponese e rappresentano la rinascita, ovvero il concetto sui cui si basa l’intero album.

J.P. - E’ vero, ho riscontrato questo fatto della positività anche nei titoli dei brani: prima cantavi I Refuse To Keep On Living, ora Life Is Too Short

Andreas - Esattamente, The Awakening è proprio caratterizzato da una maggiore positività. Life Is Too Short perché la vita è troppo breve per sprecarla! A volte ci capitano delle occasioni importanti e noi ce le lasciamo scappare perché pensiamo troppo, siamo condizionati dal nostro lato negativo. Io penso che spesso quando ti si presenta davanti un’occasione la si debba cogliere al volo senza esitare. Siamo sempre inquieti per via di qualcosa, raramente la nostra mente è libera dalle preoccupazioni. La vita potrebbe finire domani, viviamola (ride, N.d.R.)!

J.P. - E che mi dici invece del titolo, The Awakening. Si ricollega sempre a questo discorso…

Andreas - Sì, c’è sempre questo legame con la positività. Finalmente mi sono svegliato, sono rinato dopo un periodo molto buio e ho cominciato a guardarmi intorno, scoprendo che esiste un futuro, che ci sono opportunità. Perciò ho smesso di recriminare ed ho iniziato a vivere. Inizialmente abbiamo provato, con un altro titolo, a contrapporre alla morte gli aspetti positivi della vita, ma, visto che non ha funzionato, abbiamo scelto The Awakening perché ci sembrava rappresentasse al meglio i nuovi Caliban. Diciamo che ci siamo svegliati da un brutto sogno e The Awakening rappresenta appunto questo risveglio.

J.P. - Parlaci ora del sound di The Awakening. Sarà più Metal oriented o ritieni sia caratterizzato da maggiori influssi melodici?

Andreas - Io lo considero più che altro come un ritorno alle nostre radici. Ci sono molto stacchi ritmici e stavolta abbiamo deciso di non abusare delle clean vocals. Non a caso ci sono soltanto quattro brani in cui compare il cantato pulito di Denis. Sì, direi che è un disco nettamente più Metal, più tagliente ed aggressivo rispetto a The Undying Darkness. Stavolta i breakdonw risultano, a mio parere, veramente devastanti, ma sono comunque presenti alcune sterzate melodiche, soprattutto grazie all’apporto delle tastiere. Devo ammettere che mi piace proprio il sound di The Awakening, speriamo che alla fine i nostri fan la pensino allo stesso modo!

J.P. - Stavolta il vostro produttore è Benny Richter, giusto? Perché avete deciso di lavorare con lui e non con Anders Friden, che aveva prodotto invece The Undying Darkness?

Andreas - Sì, abbiamo lavorato insieme a Benny sul nuovo album e non con Anders. Il motivo è semplicissimo: Anders semplicemente non aveva tempo. Era già impegnato in altro progetti, o comunque non disponeva del tempo necessario per poter lavorare in modo produttivo con noi. Probabilmente lo vedremo in Svezia, quando faremo qualche data del nostro tour in Scandinavia e quasi sicuramente lui verrà a vederci. Ad ogni modo abbiamo scelto Benny perché lo conosciamo da una vita, è un nostro grandissimo amico e sapevamo fosse un ragazzo davvero in gamba. Ci ha aiutato moltissimo, comunque, anche per quanto riguarda The Undying Darkness: ha suonato tutte le parti di tastiera e ha scritto personalmente i nostri vari intro. E’ pure un bravissimo produttore, forse non molto conosciuto, ma con alle spalle già diversi ottimi lavori con alcune band della nostra zona. Il suo aiuto è stato fondamentale soprattutto per quanto riguarda le parti melodiche. Ci piace perché è un tipo che non giudica subito, ma ascolta pazientemente il tuo lavoro e soltanto alla fine dà il suo responso.

J.P. - Su The Awakening ha lavorato anche Adam Dutkiewicz e so che in passato avete collaborato anche con Mike D’Antonio. Che tipo di rapporto avete con i Killswitch Engage e cosa ne pensi personalmente di questa grande Metalcore band?

Andreas - Beh, sono davvero una grandissima band, fra le migliori in assoluto in ambito Metalcore. Vogliamo un gran bene ad Adam e Mike! Purtroppo in Europa non abbiamo mai fatto un tour insieme, ma ci è capitato alcune volte di suonare durante gli stessi festival estivi. Abbiamo suonato insieme invece in Giappone un paio di anni fa per una breve tournee di cinque giorni. All’epoca già ci conoscevamo, ma attraverso quell’esperienza abbiamo legato ancora di più e ora siamo grandi amici! Come sai, Mike lavora con noi come disegnatore: ha già realizzato per noi due copertine e diversi loghi per le magliette, mentre attualmente Adam sta mixando The Awakening. Sta facendo un ottimo lavoro fra l’altro! Marc ha comunque più rapporti con loro, anche perché essendo co-produttore dell’album deve sempre essere in contatto con Adam. Personalmente la prima volta che vidi i Killswitch Engage fu a Colonia, in Germania. La nostra amicizia direi che è nata proprio in quell’occasione…

J.P. - Siete anche grandi amici degli Heaven Shall Burn, uno dei miei gruppi preferiti in campo Metalcore! Parlaci un po’ dei due split che avete realizzato insieme a loro. Avete intenzione di registrarne un terzo? Inutile dire che per me dovreste…

Andreas - Hahaha! Beh, abbiamo iniziato praticamente nello stesso periodo, dieci anni fa su Lifeforce Records. All’inizio suonammo una serie incredibile di concerti insieme e quindi diventammo grandi amici. Musicalmente li adoriamo, ci piacciono molto, e poi sono dei ragazzi veramente simpatici, tostissimi. Non ricordo chi ebbe l’idea del primo split, sta di fatto che alla fine decidemmo di realizzarlo e ne venne fuori un disco di tutto rispetto. Il secondo, invece, venne fuori per motivi contrattuali: sia noi che loro avevamo un contratto con la Lifeforce Records, da cui però ben presto ci saremmo divisi. Il contratto parlava chiaro: bisognava incidere ancora un disco, sia noi che loro, e, dato che non avevamo il tempo materiale per metterci a scrivere un full lenght (avevamo già degli accordi rispettivamente con Roadrunner e Century Media), abbiamo optato per un secondo split. Sei tracce per ciascuno e via. Non fu malvagio nemmeno il secondo split, una sorta di addio e ringraziamento alla Liceforce che sentivamo il bisogno di dare. Al momento non abbiamo in programma nessuna collaborazione insieme agli Heaven Shall Burn, ma, chissà, in futuro potrebbe accadere. A me personalmente piacerebbe molto!

J.P. - Ultima domanda: Bleeding Through, All Shall Perish e I Killed The Prom Queen. Quale fra queste band preferisci e perché?

Andreas - Direi Bleeding Through. Mi piace molto il loro stile sonoro, a tratti Dark, a tratti dannatamente Heavy. Sanno essere melodici e potenti allo stesso tempo, poi con un cantante come Brandon sono irresistibili. Devo ammettere che anche il lavoro di Marta alle tastiere non è affatto male! Sì, direi proprio Bleeding Through. Mi piacciono anche gli All Shall Perish, soltanto che sono un po’ troppo aggressivi e violenti per i miei gusti. Gli I Killed The Prom Queen… beh, mi piacciono sì, li metterei al secondo posto, dopo i Bleeding Through!

J.P. - Grazie mille, Andreas! E’ stato un vero piacere poter parlare qualche minuto con te oggi. Porta i miei saluti a Marc ed agli altri. Vi auguro una buona fortuna per stasera! Ciao!

Andreas - Grazie a te, ci si vede questa sera, e fammi sapere se The Awakening ti è piaciuto! Ciao ciao!

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