17 Days | RockLine.it
17 Days
di: 
Edoardo Baldini
30/07/2005



 

I bergamaschi 17 Days rilasciano un'intervista a RockLine parlando del loro album Recreating the World in Seventeen Days e raccontando ai lettori come si è generato lo strano Doom proposto, intriso di componenti musicali degli anni '70, quali Black Sabbath e Black Widow...


E.B. - Ciao 17Days! Tutto bene? Per prima cosa vorreste introdurre la band ai lettori di RockLine?

Mr.Purple - Questa è sempre una domanda che ci mette in difficoltà…non è facile raccontare se stessi. Ad ogni modo i 17Days sono un progetto che, come molti altri, nasce per gioco e lentamente si è trasformato in qualcosa di concreto e ben definito che allo stato attuale delle cose coinvolge in maniera profonda tutti noi. Siamo in circolazione relativamente da poco, infatti la band si forma nella sua line-up iniziale all’incirca a settembre del 2003. Non ci siamo mai proposti di essere necessariamente Doom a tutti i costi, e forse proprio per questo il nostro primo lavoro risulta piuttosto vario, oltre al fatto che ognuno di noi possiede gusti musicali differenti sebbene con alcuni punti di contatto.

E.B. - E’ uscito da non molto il vostro album di debutto Recreating the World in Seventeen Days: qual è stata l’evoluzione del full-lenght? Siete rimasti soddisfatti dei giudizi riscossi dalla critica italiana?

Mr.Purple - Bisogna ammettere che questo album è stato un vero e proprio parto!!! In sala prove, sotto l’aspetto della creazione delle canzoni tutto è filato piuttosto liscio, il problema è che abbiamo avuto alcune difficoltà nel trovare una formazione stabile. Infatti l’album è stato registrato da me, Mr.White e Mr.Black. Gli altri membri sono arrivati successivamente, a parte Mr.Pink che ha comunque composto e suonato le parti di tastiera nonostante non fosse ancora parte integrante del gruppo. A questo va aggiunto che ci siamo autoprodotti, in alcuni casi ricorrendo a soluzioni a dir poco “artigianali”…! Considerando quanto detto abbiamo avuto grosse difficoltà nel riuscire ad ottenere una registrazione che fosse quanto meno discreta, e che ci potesse soddisfare. Per quanto riguarda la batteria siamo dovuti ricorrere ad una drum-machine, cercando di ricreare un suono quanto più naturale possibile, ma ora il problema è stato risolto avendo in formazione Mr.Gray. Osservando il risultato finale devo dire che siamo soddisfatti considerando le condizioni con le quali è stato prodotto, e ritengo sia una buona base di partenza per sviluppare i nostri futuri lavori. Per quanto riguarda la critica stiamo raccogliendo ancora commenti, quindi il bilancio credo verrà fatto più avanti anche grazie alla date live, però penso che come inizio sia positivo. La cosa che ho riscontrato è che venivamo apprezzati per essere qualcosa di diverso da quel Death-Doom che sembra andare per la maggiore. Comunque non basta fare qualcosa di diverso, bisogna farlo bene, quindi speriamo di esserci riusciti!

E.B. - Quali sono le vostre maggiori influenze? Ascoltando il disco si possono ricercare numerosi spunti progressivi/psichedelici anni ’70 uniti alla prima produzione Doom come Black Sabbath. Sbaglio?

Mr.Purple - Come dicevo prima ognuno di noi ha diversi gusti musicali, ma è stato Mr.Black ad occuparsi principalmente della stesura della musica, quindi forse è meglio che risponda lui a questa domanda.

Mr.Black - L' idea di produrre musica Doom proviene dalla suggestione della produzione del maestro Paolo Catena, nella fattispecie dell' ultima esperienza live di The Improvisor a cui alcuni fortunati eletti hanno avuto occasione di partecipare. Ritengo infatti che le origini del genere Doom risalgano certamente ai Black Sabbath, origini sviluppate solo in alcune songs del primo periodo come l' omonima Black Sabbath, Electric Funeral, Hands of Doom per citarne alcune, ma il discorso viene proseguito e sviluppato dall' artista italiano Paul Chain, infatti ritenuto seminale ispirazione anche per band come Cathedral. Oltre a ciò, ripercorrendo la storia della musica italiana nel suo florido periodo del Prog Rock settantiano, possiamo già rinvenire inflessioni sonore che muovono verso la direzione in cui s' evolverà la moderna sonorità Doom, penso ad esempio a Il Balletto di Bronzo col loro capolavoro YS. In altri termini il Doom è una faccenda nazionale...

Mr.Pink - Per quanto riguarda le parti di tastiera, ho cercato una sonorità che potesse sposarsi con la musica precedentemente composta da Mr.Black ed i 17Days, ispirandomi in parte ad un sound seventies con gli organi hammond, in parte (soprattutto nei soli) ad esperienze Prog Rock e Prog Metal ed in parte ad un più moderno utilizzo delle tastiere vicino a gruppi estremi come soprattutto Arcturus e Dimmu Borgir. Come già sottolineato le influenze dei membri della band sono molto varie e ciò vale anche per la mia personale esperienza: per questo nell'elaborazione delle parti sono confluiti molti elementi spesso eterogenei tra loro,al fine però di elaborare un sound più omogeneo e personale possibile.

E.B. - Come definireste il vostro stile? E cosa rappresenta per voi Recreating the World in Seventeen Days?

Mr.Purple - Il Doom è una creatura dai contorni piuttosto indefiniti, al suo interno si possono trovare influenze anche diverse e apparentemente distanti tra loro, e come avrai potuto constatare di persona, non ci poniamo limiti stilistici. Ci piace passare da atmosfere più settantiane come in The Full Color Revelation a qualcosa di malato, cupo e disperato come N0rthernstar. Ogni canzone ha un suo significato ed è giusto che si utilizzino atmosfere differenti mantenendo comunque una linea comune che leghi tutto quanto. Recreating the World in Seventeen Days è un album molto spontaneo, e al quale sono molto legato. Per quel che mi riguarda è la mia prima prova vocale in studio e ha rappresentato anche la mia prima prova vocale in sede live, quindi è con soddisfazione che guardo Recreating the World in Seventeen Days sperando che sia solo il primo passo per continuare ad esprimere le nostre sensazione attraverso la musica e le immagini che compongono questo progetto.

E.B. - Cosa ne pensate del Doom moderno? Vi affascinano i My Dying Bride a quanto sembra…

Mr.Purple - Devo ammettere che dei Bride ho solamente una album, indovina un po’ quale…. Nonostante sia il cantante dei 17Days non sono un grosso “consumatore” di musica Doom. Ascolto musica Metal in generale, e adoro il Dark in tutte le sue forme, specialmente quella elettronica. Comunque ho avuto il piacere di assistere ad un concerto dei My Dying Bride e devo ammettere che mi affascinano molto perché sanno essere pesanti e d’atmosfera al punto i giusto.

Mr.Black - Una possibile linea evolutiva del Doom può essere individuata nelle band inglesi My Dying Bride, Anathema e Paradise Lost che hanno indirizzato il genere verso soluzioni estreme molto vicine all'esperienza Death metal. Ritengo imprescindibili album come The Angel and the Dark River e The Silent Enigma, apici della produzione Doom-Death moderna.

E.B. - Le tastiere qui assumono un ruolo prettamente atmosferico. Acquisteranno una posizione più diretta in futuro e costituiranno le parti portanti delle canzoni?

Mr.Purple - Come accennato prima la creazione delle nostre canzoni è molto spontanea, quindi non ti saprei dire come si evolverà in futuro il ruolo delle tastiere. Va comunque precisato che in Recreating the World in Seventeen Days Mr.Pink era presente soltanto come collaboratore: Mr.Black, Mr.White e io abbiamo preparato tutto il materiale e una volta finito l’abbiamo passato a lui, che si è ascoltato il cd e ha aggiunto le tastiere. Ora però fa parte integrante del gruppo insieme ai “nuovi arrivati” Mr.Gray (batteria) e Mr.Orange (chitarra), e tutti contribuiranno al sound della band. È indubbio che ora Mr.Pink avrà modo di partecipare in maniera diretta alla composizione delle canzoni così come tutti, ma è ancora presto per dire come sarà la struttura dei prossimi lavori.

Mr.Pink - Come dice giustamente Mr.Purple le linee guida del nuovo lavoro sono ancora in fieri però si può sicuramente affermare sin d'ora che con le mie parti sto contribuendo alla composizione dei brani, mentre ciò non è avvenuto con il precedente album.

E.B. - Quale voce pensate si accosti meglio alle tematiche espresse dal Doom? Voi impiegate clean, cori, growl e a tratti la voce disperata come quella di Aaron Stainthorpe (in N0rthernstar). Forse tutte hanno un ruolo fondamentale nel fare il vostro genere musicale?

Mr.Purple - Ritengo che nella musica in generale la voce debba adattarsi al contesto della musica, ai concetti e sentimenti che vuole esprimere. E’ evidente che una stessa strofa cantata con impostazioni vocali differenti susciti emozioni differenti. La voce è uno strumento, un mezzo di trasmissione di sentimenti e parole, e necessariamente deve adattarsi a ciò che vuole esprimere. Il Doom in sé ritengo sia un genere che contiene al suo interno differenti influenze e che sia veicolo di diverse emozioni (la rabbia del Death, la disperazione del Gothic, la voglia di fuga e ribellione del rock degli anni ’70), per questo l’utilizzo di impostazioni vocali differenti sia la soluzione migliore. Se poi vuoi una risposta più frivola ti posso dire che mi stancherei se dovessi cantare sempre nello stesso modo!

E.B. - Da che cosa è nata l’idea di inserire la voce di Ungaretti che recita la poesia Il Dolore nella prima traccia dell’album?

Mr.Purple - Tocca a Mr.Black rispondere!

Mr.Black - Non sono particolarmente legato alla figura artistica del secondo Ungaretti, tuttavia l' aver utilizzato una vecchia registrazione radiofonica del poeta intento nella recitazione della sua opera e la sintonia tematica del testo (dedicato al figlio morto) con l' umore generale espresso nei nostri brani, si sono mostrati una buona introduzione all' album.

E.B. - Esiste un concept dietro Recreating the World in Seventeen Days? Se sì, potreste descrivercelo?

Mr.Purple - No, tutto è stato molto spontaneo e diretto, non abbiamo voluto legarci a un tema conduttore. Per quel che riguarda i testi inizio a scrivere dopo aver sentito qualche pezzo della musica e cerco di trovare il tema giusto. Mi piace sempre scrivere qualcosa che abbia un significato, ma che vada comunque interpretato, così che ognuno ascolti la canzone e legga i testi in modo attivo, ricercandone il senso. Non mi piace che chi legge i testi afferri subito i vari messaggi che contengono, preferisco che il testo incuriosisca in qualche modo l’ascoltatore e lo inviti a ricercarne le varie chiavi di lettura, scoprendo ad ogni ascolto qualcosa di nuovo. Oltretutto Rusted River è ispirato a un mio racconto breve, e come tutte le altre canzoni sono molto personali, ma non ho voluto creare un concept, piuttosto lasciare libero sfogo ai miei sentimenti.

E.B. - Voi siete di Bergamo, una città che nell’ambito Doom ha già sfornato i Thunderstorm: avete rapporti con questa band? Potete descriverci brevemente la scena underground della vostra zona?

Mr.White - Sì, conosciamo i Thunderstorm e apprezziamo la loro musica. Passando invece a parlare della scena underground bergamasca devo ammettere che essa sta decisamente ristagnando, non tanto per la qualità delle bands, quanto per la mancanza cronica di locali ed eventi in cui suonare.

E.B. - So che avete alcuni concerti in programma: pensate di spostarvi dalla provincia di Bergamo in futuro e di suonare in locali sparsi per la Lombardia e per l’Italia settentrionale?

Mr.Purple - Suonare è sempre un’esperienza davvero fantastica. A prescindere dal fatto che il live vada bene o meno, vieni bombardato da una serie di emozioni che ti fanno sentire estremamente vivo, il che è veramente bello, soprattutto poi per il legame che si crea con il pubblico. Da quanto ho detto penso sia ovvio che siamo pronti a cogliere tutte le occasioni live che si profilano, anche se non è sempre facile organizzarsi da soli le date.

E.B. - Una curiosità: come mai avete deciso di acquisire degli pseudonimi legati a colori, quali Mr.Purple, Black, White, Grey, Pink, Orange? L’attuale formazione prevede voi sei giusto? Pensate di avere bisogno di altri componenti in futuro?

Mr.Purple - Questa è una mia idea che ho proposto al gruppo. Ho preso spunto dal film “Le Iene” di Quentin Tarantino, in cui c’è un gruppo di criminali che utilizza questi nick e nessuno conosce il loro vero nome. Semplicemente mi sembrava una cosa bizzarra e curiosa. Oltretutto c’è anche una coincidenza: il viola il nero e il bianco sono i colori che compongono la copertina dell’album. Forse ora che nel gruppo sono entrati anche Mr.Pink, Mr.Gray e Mr.Orange la prossima copertina sarà più colorata!

Mr.Pink - Oltretutto io non lascio mance....

E.B. - Cosa rappresenta l’artwork del vostro album, a cui ovviamente trae ispirazione anche lo sfondo del vostro stupendo sito internet?

Mr.Purple - Quale appassionato di computer grafica e web-design ho voluto realizzare tutto per conto mio, quindi abbiamo avuto la fortuna di poter personalizzare copertina e sito come meglio credevamo (faccio notare che nel cd si trova anche una traccia multimediale con foto e altro ancora). La copertina non ha un vero e proprio significato, più che altro volevo ispirasse determinate sensazioni senza dare un messaggio puntuale e preciso. I simboli principali sono il sole nero (che fa parte anche del nostro logo) e i fiori. Quando stavo creando l’artwork il sole nero era un simbolo che mi affascinava molto perché pieno si significati anche contraddittori tra di loro: il sole normalmente rappresenta la luce, la gioia, la speranza, sentimenti positivi; il nero al contrario richiama la notte, la paura, la fine. Trovo sempre affascinante legare simboli che rappresentino aspetti diversi ed anche opposti, perché dal mio punto di vista sono maggiormente rappresentativi della vita, dove ogni cosa perde la sua forma assoluta per avere senso solo nel relativismo. Spero di essere riuscito a spiegarmi… Per concludere volevo che il sole, con i fiori e il colore viola dessero un senso di speranza e amarezza al tempo stesso, che fossero la summa delle emozioni positive e negative che si possono ritrovare nella nostra musica.

E.B. - Una domanda abbastanza ambigua; cercate di descrivere un’atmosfera tipicamente da album Doom: quali elementi inserireste nell’ambiente immaginario che vi circonda?

Mr.Purple - Visivamente? Un’immensa pianura con erba alta scossa dal vento, puntellata da fiori rossi, che si perde nell’infinito di un cielo plumbeo.

Mr.Black - Mi illumino d' immenso

Mr.Pink - Credo che la musica assoluta non richieda immagini che la debbano descrivere, nello specifico della nostra musica tuttavia l'artwork del cd descrive bene ciò che l'album puo' evocare.

E.B. - Parliamo del futuro, prima di chiudere l’intervista: avete nuovo materiale su cui state lavorando in questo momento? Se sì, come si prospetta?

Mr.Purple - Stiamo già lavorando da qualche tempo su un EP che dovrebbe vedere la luce entro la fine dell’anno. In realtà si tratta unicamente di cover completamente riarrangiate per essere adattate in stile 17Days. Alcune anticipazioni: Judas Priest, Depeche Mode…. Abbiamo avuto modo di suonare in anteprima alcune di queste canzoni in una data live e devo ammettere che hanno riscosso un buon successo. Comunque il motivo di un EP di cover (sebbene stravolte) non deriva da una prematura perdita di ispirazione. Abbiamo l’occasione di avere a disposizione uno studio di registrazione con il quale poter lavorare e mixare tutto sempre con le nostre mani. Quindi mentre cerchiamo di prendere familiarità con le attrezzature dello studio abbiamo pensato di approfittarne per registrare qualcosa e al tempo stesso divertirci suonando le canzoni che ci piacciono ma che non sono legate all’ambito doom (in certi casi nemmeno al metal in generale). Comunque non nascondo che abbiamo già tra le mani qualcosa per il nostro secondo album ufficiale, le idee ci sono e sembrano buone, ma è ancora presto per parlarne perché è ancora tutto in fase embrionale e potrebbe cambiare tutto da un istante all’altro.

E.B. - Vi saluto e vi auguro buona fortuna per le prossime pubblicazioni. Grazie per la disponibilità e a presto! La fine dell’intervista è a vostro piacimento.

Mr.Purple - Che dire, grazie a voi! Invitiamo tutti quanti alle nostre prossime date, e a visitare il nostro sito www.17days.it! A presto!

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